Galleria del Gran Sasso, 45 giorni di disagi

Il commissario Caputi incontra gli industriali e annuncia che da ottobre scatta un lungo periodo di traffico alternato
TERAMO. Traffico alternato per 45 giorni nel traforo del Gran Sasso, sull’A24, a partire da ottobre. Ma è solo l’inizio di un periodo di disagi ben più prolungato che preoccupa gli industriali dell’area teramana. Sono stati i primi a farsi sentire.
«Pesanti ripercussioni sul collegamento tra Teramo, L’Aquila, Roma e il sistema aeroportuale», scrivono in una nota dopo l’incontro promosso ieri da Lorenzo Dattoli, vice presidente di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, che si è svolto nella sede associativa a Sant’Atto. Vertici associativi, imprese del territorio e il commissario straordinario di governo per la sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso, Pierluigi Caputi, si sono seduti intorno a un tavolo. Obiettivo: conoscere i dettagli organizzativi degli interventi programmati per la messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso, e individuare soluzioni operative per attenuare i forti disagi sul trasporto merci e persone, con pesanti ripercussioni sull’operatività di molte aziende del territorio.
Nel frattempo, Strada dei Parchi, società concessionaria delle autostrade A24 e A25, ha comunicato due imminenti chiusure notturne del tratto Assergi-Colledara/San Gabriele (Traforo del Gran Sasso) con i seguenti calendario e modalità per le due direzioni: dalle ore 22 dei giorni 16 e 17 settembre alle ore 6 dei giorni successivi, limitatamente alla carreggiata ovest con direzione L’Aquila; e dalle ore 22 dei giorni 19 e 20 settembre alle ore 6 dei giorni successivi nella direzione opposta. Ma è solo l’antipasto.
Per Silvano Pagliuca, presidente di Confindustria Abruzzo e Confindustria Abruzzo Medio Adriatico: «Oggi abbiamo la responsabilità di accordare la salvaguardia della risorsa idrica e della sicurezza con la tutela del sistema logistico e la crescita economia del territorio. Ringrazio per le informazioni che il commissario Caputi ha condiviso, ora si tratta di mettere le imprese in grado di gestire queste modifiche alla viabilità e ai servizi», ha rimarcato, «il traforo impatta in particolare su due province abruzzesi (L’Aquila e Teramo) su cui insistono insediamenti produttivi importanti».
Dattoli ha sottolineato che: «Confindustria Abruzzo Medio Adriatico ha voluto subito intervenire in rappresentanza delle imprese del territorio e offrire al commissario il nostro contributo al progetto che vede coinvolti aspetti complessi relativi alla gestione del sistema idrico, alla presenza di una arteria autostradale fondamentale per il collegamento Adriatico-Tirreno e dell’attività insostituibile dell’Istituto nazionale di fisica nucleare. Ci siamo allarmati», ha aggiunto, «per l’imminenza e rapidità con cui si è messo in programma l’intervento, e abbiamo quindi chiesto il perimetro dell’opera per supportare le aziende nell’inevitabile impatto che ci sarà sulla loro operatività. Esprimiamo una forte preoccupazione per le difficoltà dei trasporti, con aumento dei costi e, per alcune aziende, la completa revisione anche dei tempi di mercato».
Infine, Luigi Di Giosaffatte, dg di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, ha annunciato: «Continueremo nei nostri incontri con gli enti competenti per la sicurezza e la viabilità, in modo da affiancare le imprese e individuare soluzioni operative idonee per superare i periodi dei lavori».

