Galleria, nuovo sequestro Ecco le criticità scoperte

Pronta una prima relazione del perito Chiaia: infiltrazioni anche in altre zone
PESCARA. Non ci sono, attualmente, le condizioni di sicurezza per poter riaprire la galleria San Silvestro dove, il 22 novembre scorso, per le intense piogge, è crollata una parete del rivestimento interno che ha rischiato di travolgere un automobilista salvo per miracolo. Così, il sequestro probatorio tempestivamente disposto dal procuratore Giuseppe Bellelli e dal sostituto Anna Benigni, si è trasformato in sequestro preventivo. Lo ha deciso, su richiesta della procura, il gip Mariacarla Sacco che ha fatta sua l’anticipazione della relazione tecnica depositata dal perito dei magistrati Bernardino Chiaia. La sua relazione preliminare ha evidenziato una lunga serie di criticità, affermando che «la porzione crollata sia rappresentativa dell’intero rivestimento della galleria artificiale che quindi presenta su entrambi i lati e per tutta la sua estensione il sistema osservato». Dunque, impossibile consentire la riapertura al traffico soprattutto in questo periodo invernale.
«Si è anche rilevato», aggiunge Chiaia, «che la conformazione dei terreni insistenti sopra la galleria realizza un impluvio naturale proprio in corrispondenza dell’opera, favorendo così il convogliamento delle acque meteoriche verso la galleria, anche a seguito di filtrazione del terreno. Lo schema della galleria», aggiunge l'esperto del Politecnico di Torino, «con pali secanti, fa immaginare che la stessa non fosse stata considerata “sotto falda” nella progettazione e pertanto non si attendeva una spinta idraulica così importante sulla fodera interna».
Chiaia segnala poi una serie di criticità da sanare fra cui: «Le modalità di ancoraggio dei pannelli prefabbricati di rivestimento alla struttura della paratia appare precaria e insufficiente in presenza di spinte idrauliche anche di media intensità; si sono riscontrate venute di acqua in vari punti del rivestimento laterale, sia nel lato destro che sinistro, a testimonianza della scarsa tenuta della impermeabilizzazione e dell’insufficiente drenaggio a tergo dei pannelli». Ed è per questi motivi che è arrivata la decisione del gip Sacco di disporre il sequestro preventivo, in quanto «appare evidente», scrive il giudice, «che la libera disponibilità della Galleria San Silvestro rappresenti un pericolo concreto che possa aggravare o protrarre le conseguenze dei reati contestati o agevolare la commissione di altri reati potenzialmente più gravi di quelli che si sono verificati». E ancora: «È altamente probabile che la stagione invernale e le piogge anche intense rappresentino un serio pericolo per l’incolumità pubblica». Il giudice ha comunque autorizzato l'Anas, ente proprietario della strada, ad eseguire i lavori per la messa in sicurezza in conformità a quanto prescritto dal perito. E le indicazioni di Chiaia vengono sintetizzate in due primari interventi: attuare la drastica diminuzione della circolazione idrica all’interno del rivestimento (anche in presenza di ruscelli dove continua a scorrere acqua nonostante l’assenza di piogge), riducendo l’apporto di acqua dietro le pareti con la realizzazione di due trincee drenanti; aumentare la capacità portante del rivestimento interno con un sistema di rinforzo del sistema di ancoraggio dei pannelli di fodera su entrambi i lati della galleria e per tutta la lunghezza.
Insomma, si prevedono tempi piuttosto lunghi per poter consentire una riapertura in sicurezza della galleria, tempestivamente posta sotto sequestro dalla procura che sta svolgendo indagini a tutto campo tramite gli uomini della polizia giudiziaria della procura insieme ai carabinieri forestali. Al momento il fascicolo aperto dal procuratore Bellelli è ancora senza indagati, ma ancora per poco. Dopo questa prima relazione il quadro di eventuali responsabilità si è fatto sempre più chiaro in capo a chi aveva in carico la manutenzione della galleria e che si occupò della realizzazione del rivestimento delle pareti. La procura, al momento, ha ipotizzato come reati l’attentato alla sicurezza dei trasporti, l’omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano la rovina e getto pericoloso di cose.

