Galli: «Non ci rassegniamo alla chiusura dell’ospedale»

5 Marzo 2017

Il sindaco di Popoli torna sulla protesta organizzata giovedì davanti alla Asl «La Regione ha sempre favorito le strutture dislocate sulla costa adriatica»

POPOLI. Il sindaco di Popoli Concezio Galli chiede che si punti sull’ospedale cittadino e che la struttura venga conservata quale punto ospedaliero di ricovero e cura, così come fa il movimento «Avanti tutta». Dopo la manifestazione di protesta che venerdì ha portato a Pescara 350 persone, Galli ricorda che «l'amministrazione comunale ha sempre avuto una posizione di estrema chiarezza e trasparenza. La costituzione di un comitato a difesa del presidio e la proteste dei cittadini rappresentano un segnale di forte coesione», dice, «e la voglia di dimostrare che anche questa parte di territorio ha una dignità e merita il giusto rispetto da parte della Regione che è mancato in questi anni per quanto attiene al diritto alla salute». «Bisogna però prendere atto», fa notare, «che la trasformazione dell'ospedale parte da lontano. Qui non si nasce dal 2009, da quando l'allora amministrazione regionale decise di chiudere il punto nascita e altri reparti. L'idea della riabilitazione e la finta inaugurazione nel 2011 dell'allora presidente Chiodi a tre giorni dalle elezioni è il segno tangibile di una politica sanitaria negativa e dannosa».

Galli continua la rievocazione degli avvenimenti che segnano la storia dell'ospedale. «Atti aziendali, investimenti rimasti sulle delibere e mai attuati», sostiene, «dimostrano la volontà della precedente e dell'attuale amministrazione regionale di ridimensionare una struttura che rappresenta ancora oggi un modello di sanità efficiente. Siamo convinti che l'installazione di nuove apparecchiature quali Tac e Risonanza, alcuni interventi strutturali in fase di appalto o di esecuzione, non bastano più. È indispensabile oltre che all’attività chirurgica, garantire l'emergenza-urgenza con un pronto soccorso funzionante 24 ore e una dotazione di personale adeguata. Grazie alla presenza del pronto soccorso, l'ospedale di Popoli riesce a dare risposte immediate e salvare vite come nel caso di giovedì scorso quando un operaio a seguito di un grave infortunio sul lavoro è stato salvato per il pronto intervento dei medici del presidio popolese».

Galli sottolinea pure come la politica regionale abbia fino ad oggi favorito solo le strutture dislocate sulla costa adriatica. «Aspettiamo il pronunciamento del Tar sui nostri ricorsi», conclude, «affinché sia la giustizia a riconoscere il diritto alla salute delle nostre comunità, che la Regione sta lentamente cancellando. Vorrei ricordare al presidente D'Alfonso e all'assessore Paolucci che l'Abruzzo interno non è di serie B».

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