Galli: «Subito nuove leggi per la pesca sportiva»

16 Luglio 2014

Popoli, è la richiesta del sindaco e di diversi enti alla Regione con l’obiettivo di rilanciare la promozione turistica nel bacino fluviale dell’Aterno–Pescara

POPOLI. La valorizzazione del bacino fluviale Aterno-Pescara e dei laghi al centro degli interessi dell'amministrazione di Popoli e degli enti che mirano allo sviluppo turistico e economico del comprensorio. Di questo si è dibattuto nel corso di una tavola rotonda alle Sorgenti del Pescara, nell’ex Grottino, con l’obiettivo dichiarato di mettere in cantiere tutte le iniziative più utili per consolidare un progetto che diversi enti hanno da tempo elaborato.

«Un progetto» spiega il sindaco, Concezio Galli, «basato sulla fruizione sostenibile dei fiumi e dei laghi regionali, che soprattutto sia finalizzato alla pratica della pesca sportiva, un’attività capace di rafforzare l'economia turistica, seguendo politiche che le amministrazioni locali stanno percorrendo come risposta plausibile al persistere della crisi economica». Sulla stessa lunghezza d’onda, i rappresentanti del Comune di Castel di Sangro, della Dmc Alto Sangro, della direzione della Riserva naturale guidata «Sorgenti del Pescara», dei Gal Abruzzo italico e Terre Pescaresi, del presidente della Scuola italiana pesca a mosca, Osvaldo Galizia, che hanno partecipato all'incontro. Primo interlocutore di questa nuova progettualità che parte dall'alta Val Pescara, è la Regione Abruzzo, alla quale «spetta il compito prioritario e impellente», afferma la direttrice della Riserva, Pier Lisa Di Felice, ittiologa «di porre mano alla revisione e all'aggiornamento della legge regionale sulla pesca. Una normativa che risale all’ormai lontano 1985, mai efficacemente rivisitata, inserendo quei correttivi fondamentali per l'adeguamento alle leggi comunitarie (in vigore dal 1990) e alle nuove scoperte in campo scientifico sull'argomento, in modo da favorire una fruizione ecosostenibile degli ambienti fluviali».

Aspetto questo che presuppone interventi di sistemazione dei luoghi dove i pescatori possano esercitare l’attività sportiva, sia in termini di sicurezza che nel rispetto rigoroso degli ecosistemi fluviali. Un problema? Quello di poter concedere, anche a un turista straniero, il permesso di pescare per una settimana o per un giorno, a fronte dell’attuale normativa che rilascia autorizzazioni o rinnovi in tempi impraticabili. «L'esigenza di focalizzare tutti questi aspetti» interviene l'assessore all'Ambiente Giovanni Diamante «nasce dunque dalla consapevolezza della mancata valorizzazione delle acque interne che rappresentano una realtà unica nel loro genere. Risorsa che, se gestita in maniera adeguata, favorirebbe sinergie tra operatori pubblici e privati oltre allo sviluppo di una nuova imprenditorialità comunque rispettosa del ricco patrimonio ambientale presente in Abruzzo».

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