Gamba amputata dopo l’incidente In 3 a processo per la studentessa

Sono l’automobilista, il conducente del bus e il responsabile della manutenzione strade della Provincia La procura li accusa di lesioni personali stradali gravissime. Per l’accusa lo schianto si poteva evitare
PESCARA. Finiscono direttamente a processo i tre imputati che la procura di Pescara ha individuato come presunti responsabili dell’incidente tra il bus della Tua e un’auto che si verificò il 17 settembre del 2019 lungo la strada che porta a Caprara, e che provocò lesioni molto gravi soprattutto a una studentessa sul bus (all’epoca minorenne), alla quale i sanitari dovettero amputare una gamba.
Il pm Marina Tommolini ha citato direttamente a giudizio, per il reato di concorso in lesioni personali stradali gravissime (il processo è stato fissato per il 20 maggio prossimo davanti alla giudice Scalera), oltre ai due conducenti dei mezzi, anche un tecnico della Provincia, responsabile della manutenzione delle strade. E questo perché l’incidente si sarebbe verificato anche e soprattutto per la presenza, in piena curva, di un grosso albero che avrebbe impedito la visuale perfetta della strada e costretto il bus ad allargarsi leggermente, andando a urtare contro l’auto che veniva in senso contrario. I tre imputati sono il conducente del bus Antonio Mosca, il conducente dell'Audi Matteo Lazzarini, e il tecnico provinciale Alberto Giancaterino.
Nel capo di imputazione, il magistrato parla anche delle «non perfette condizioni di manutenzione della strada, sia per la presenza di folta vegetazione che invadeva la carreggiata, sia per il manto stradale usurato e quindi scivoloso, già segnalato dalla polizia municipale di Spoltore alla Provincia di Pescara», concause che avrebbero provocato l’incidente che poteva essere evitato, qualora fosse stato applicato un parapetto davanti a quell’albero che finì per entrare, per circa due metri, all’interno del bus che trasportava 43 passeggeri, quasi tutti studenti. Ci furono diversi feriti, ma due in particolare, ora parti offese nel processo che andrà ad iniziare.
Come detto, a subire le lesioni più gravi fu una studentessa la cui gamba rimase fra le lamiere. Il pm evidenzia ancora, nel capo di imputazione, che «la Provincia era tenuta a vigilare sulla corretta manutenzione della strada, risultata, invece, del tutto omessa in relazione al manto stradale usurato e scivoloso, alla vegetazione invasiva e all'albero ad alto fusto privo di protezione e posto a meno di un metro dal margine stradale». Tutti i feriti vennero risarciti dalle assicurazioni e ritirarono le querele, ad eccezione dei due passeggeri più gravi, e in particolare della studentessa «con prognosi iniziale riservata e amputazione subtotale con sfacelo tessutale della gamba destra ed altro».
Per fortuna i due mezzi viaggiavano a velocità bassa: il bus a circa 36 chilometri orari, come riportato negli atti, l’auto a 66 chilometri orari.
Nella ricostruzione della procura (ci sono state anche una consulenza tecnica e un incidente probatorio) l’incidente avvenne all’uscita di una semicurva, dove l’autista del bus si sarebbe dovuto allargare un po’ per la presenza dell’albero, così come, per le condizioni della strada, il conducente dell’autovettura «perdeva il controllo e invadeva parzialmente la corsia di marcia opposta, andando a urtare con la parte anteriore sinistra la parte anteriore sinistra del bus».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

