Garanzia giovani, via a 305 assunzioni

31 Agosto 2019

Contratti a tempo indeterminato in 203 aziende che hanno aderito al progetto regionale finanziato con fondi europei

PESCARA . Sono 305 le assunzioni a tempo indeterminato che 203 aziende abruzzesi si accingono a fare grazie al bando “Garanzia giovani”, finanziato dal Fondo sociale europeo. Si tratta di una parte del programma più complesso denominato “Garanzia lavoro”, presentato lo scorso novembre dall’allora presidente vicario della Regione, Giovanni Lolli. Un programma che mirava a creare posti stabili, in una regione nella quale ad aumentare era solo il lavoro precario.
Delle 203 aziende ammesse a finanziamento nell’ambito di “Garanzia giovani” (gli altri indirizzi riguardano le donne e gli over 50), 12 sono operative nei Comuni dell’area di crisi complessa Vibrata-Tronto Piceno (linea 1); assumeranno 13 giovani.
Le rimanenti 292 assunzioni (da parte di 191 imprese) si riferiscono invece alla linea 2, all’interno della quale sono ricomprese le attività produttive che hanno sede in tutti gli altri comuni abruzzesi. La seconda graduatoria definitiva (che si riferisce alle domande presentate dall’11 al 21 dicembre del 2018), è stata approvata a giugno e pubblicata di recente dalla Regione. Analizzando i dati si scopre che delle 305 assunzioni a tempo indeterminato, il 52% è rappresentato da trasformazioni di rapporti di lavoro a tempo determinato in contratti stabili, mentre il restante 48% si riferisce all’assunzione di persone disoccupate. Il 42% dei nuovi contratti stabili, inoltre, riguarda personale di sesso femminile.
Complessivamente, per “Garanzia giovani” le risorse messe in campo ammontano a 3.068.400 euro, di cui 118.500 euro riferiti alla linea 1, e 2.950.400 euro alla linea 2. Con la graduatoria pubblicata lo scorso 29 luglio, avverte il dipartimento sviluppo economico e politiche del lavoro della Regione, le risorse della linea 2 sono andate esaurite. Per questo motivo, tutte le domande presentate dopo il 21 dicembre del 2018 potranno essere soddisfatte solo in caso di rifinanziamento della misura da parte dell’Unione europea, o con eventuali economie.
Il bando, pubblicato il 7 dicembre dell’anno scorso, aveva visto una massiccia partecipazione, tanto che solo 4 giorni dopo le domande presentate per via telematica erano già 246. Gli esclusi sono già stati avvisati attraverso un messaggio di posta elettronica certificata nel quale vengono spiegate le ragioni dell’esclusione.
Contro il provvedimento è ammesso ricorso al tribunale amministrativo entro 60 giorni dalla data di pubblicazione, o dal giorno in cui l’interessato ne ha ricevuto la notifica. È possibile anche presentare un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica per soli motivi di legittimità, entro 120 giorni.
Tutte le domande finanziate si riferiscono al cosiddetto “Avviso A”, quello che riguarda gli aiuti in de minimis, vale a dire sostegni di modesta entità che possono essere concessi senza violare le orme europee in tema di concorrenza.
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