«Gasolio nel fiume, un atto criminale»

L’assessore Di Nisio lancia l’appello: spero che il responsabile sia scoperto subito, i cittadini segnalino sempre chi inquina
PESCARA. «Un atto grave e criminale». Così l’assessore al Fiume Nicoletta Di Nisio definisce lo sversamento di gasolio nel Pescara risalente a venerdì scorso quando, durante il temporale, intorno alle 17, qualcuno ha gettato la sostanza in un tombino sfiorando un disastro ambientale. «Un delinquente», questo il termine usato dal sindaco Carlo Masci. Le chiazze oleose, avvistate immediatamente da un cittadino nella zona tra ponte d’Annunzio e ponte Risorgimento, filmate e pubblicate su Facebook, sono arrivate fino al porto ma non hanno raggiunto il mare. Lo hanno confermato le analisi dell’Arta: «L’inquinante non è arrivato in mare e si è scongiurata l’eventualità di possibili divieti di balneazione», dice l’assessore. «Le barriere assorbenti installate subito dopo l’episodio sono state cambiate», spiega Di Nisio, «con barriere a panne rigide che meglio hanno potuto trattenere l’inquinamento. Tutto risolto? No», sottolinea l’assessore, «nel senso che sollecito e auspico che le indagini possano portare a individuare i responsabili di quello che è stato un atto grave e criminale ovvero sversare residui oleosi in un tombino di raccolta delle acque piovane». L’indagine è aperta per inquinamento ambientale, reato punito con una pena da due fino a 6 anni di reclusione e con una multa che da 10mila può arrivare a 100mila euro. «Approfitto, inoltre, per sollecitare tutti i cittadini a segnalare subito qualunque episodio che possa configurarsi come inquinamento del fiume e/o del mare. Chi tutela il fiume e il mare», conclude l’assessore, «è vigile e pronto ad intervenire ma non è sempre dappertutto. Se non c’è chi prontamente segnala si corre il rischio di ritardare gli interventi con conseguenze facilmente immaginabili». (p.l.)

