Gatti, Febbo, Sospiri e altri sei stasera a cena con Berlusconi

Forza Italia: incontro decisivo per togliere a Fdi il potere della scelta del candidato presidente Pagano e Martino guidano la pattuglia abruzzese. E Angelosante (Lega) zittisce i 22 ribelli
PESCARA. «Buon appetito», dirà Silvio Berlusconi guardando prima Nazario Pagano, seduto alla sua destra, poi Antonio Martino, a sinistra e, infine, i consiglieri regionali ed i sindaci di Forza Italia invitati alla cena delle grandi decisioni che si terrà questa sera a Palazzo Grazioli. Una cena tenuta segreta fino all’ultimo in cui il leader degli azzurri farà una scelta che può cambiare la rotta del centrodestra alle elezioni regionali del 10 febbraio. La notizia arriverà alla fine, dopo il budino servito per dessert, quando Berlusconi, a capotavola, ascolterà gli invitati. Che sono, oltre ai parlamentari Pagano e Martino, i consiglieri regionali Mauro Febbo, Lorenzo Sospiri, Paolo Gatti e l’avezzanese Emilio Iampieri. Quindi i sindaci forzisti di Chieti, Umberto Di Primio, di Avezzano, Gabriele De Angelis e Tiziana Magnacca, primo cittadino di San Salvo.
Qualcuno chiederà al grande capo degli azzurri, e lo farà senza ricorrere a mezze parole, se intende appoggiare oppure no una delle proposte uscite domenica scorsa, su input di Pagano, dal tavolo regionale della coalizione, il patto di Roseto, di allargare la rosa dei tre nomi di Fdi, proposti da Giorgia Meloni, di possibili candidati alla poltrona di governatore, Giandonato Morra, Marco Marsilio e Massimiliano Foschi. E qualcun altro, alzando il livello della richiesta, proporrà a Berlusconi un quarto nome fuori rosa, naturalmente di Forza Italia e presente alla cena. Un nome facile da immaginare. Dipenderà solo dalla risposta di Berlusconi, un sì o un no categorico, se quella di stasera avrà l’effetto politico di un’ultima cena, di evangelica memoria, o se ci sarà una virata da Fratelli d’Italia a Forza Italia.
I presenti partono, come si dice in gergo ippico, con l’handicap perché Berlusconi ha già dichiarato, più di una volta, che a lui vanno bene i nomi fatti dalla Meloni. Ma il pressing che stasera arriva dall’Abruzzo potrebbe spingerlo a cambiare idea. E, comunque vada a finire, il centrodestra locale subirà uno scossone. Molto più forte della fronda che 22 ribelli della Lega Abruzzo, guidati da Pasquale Cordoma, ex sindaco di Montesilvano, hanno organizzato per delegittimare il coordinatore regionale Giuseppe Bellachioma che però, a stretto giro di posta, e per voce dell’ex coordinatore dei leghisti, Simone Angelosante, risponde al documento degli ammutinati del Bounty. Anche le frasi di Angelosante sono macigni: «Bene ha fatto Bellachioma a tenere una guida ferma e sicura», scrive il reumatologo di Ovindoli. «Lui ha avuto l’incarico del coordinamento regionale direttamente da Matteo Salvini così come tutte le altre cariche politiche presenti nella nostra regione sono sue emanazioni. Quando si passa da pochi dirigenti a decine se non centinaia, è possibile che in una prima fase vi siano idee confuse su cosa sia la disciplina. Questo anche perché molte persone vengono da non partiti dove non esisteva alcuna organizzazione. Ma un movimento forte e in enorme ascesa», avverte Angelosante, «non può permettersi il lusso di perdere la barra di navigazione altrimenti rischierebbe di diventare un mezzo di salvataggio e non una corazzata in grado di determinare i destini della nostra regione».
Il messaggio di Bellachioma agli aventiani, che hanno visto nella Lega «la possibilità di realizzare le proprie ambizioni elettorali», è così servito.

