Gay aggredito: i carabinieri sentono i testimoni

3 Luglio 2020

PESCARA. Ascoltare i testimoni, raccogliere indicazioni utili da chi c'era, confrontare il racconto di ognuno con quelli degli altri e con gli elementi già acquisiti dal sistema di videosorveglianza...

PESCARA. Ascoltare i testimoni, raccogliere indicazioni utili da chi c'era, confrontare il racconto di ognuno con quelli degli altri e con gli elementi già acquisiti dal sistema di videosorveglianza del lungomare. Sono alcuni dei passaggi che i carabinieri stanno seguendo da giorni per dare un nome agli aggressori del molisano di 25 anni aggredito sul lungomare mentre passeggiava con il compagno mano nella mano.
Un'aggressione omofoba, si è detto dal primo momento, tanto più che nei giorni in cui è avvenuto il pestaggio (la vittima è finita in ospedale con una prognosi di 30 giorni) era in corso a Pescara la Pride week, ma saranno solo gli autori a spiegare i motivi delle botte sferrate all'improvviso, dopo gli insulti alla coppia gay. La vittima e i testimoni hanno raccontato come sono andate le cose (nel punto dove è stato picchiato non ci sono telecamere, ma ce ne sono alcune in zona), e il 25enne ha riferito dell'intervento di altre persone che lo hanno difeso e sono state a loro volta aggredite. Il gruppo era di sette persone, tra i 16 e i 18 anni, ma l'identificazione della banda non è ancora conclusa.(f.bu.)
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