Gelato a domicilio e gioielli low cost come idee anticrisi

Parlano negozianti storici e non di Pescara. Da Fernando Masciulli che cavalca le vendite internet di articoli sportivi, ai fratelli Salvatore dell’ottica nata nel 1896
PESCARA. Chi sorride di più, chi meno. Ma alla fine i titolari di attività commerciali di Pescara, in particolare quelli cosiddetti “storici”, sanno che per riuscire ad andare avanti occorre stare “al passo” con i tempi e seguire l'evoluzione del mercato, ognuno nel proprio settore. Ben sapendo che purtroppo tutti hanno un socio invisibile con cui dividere il guadagno: lo Stato, che prende sotto forma di tasse. «Non lo consiglierei, ma se un giovane avesse intenzione oggi di aprire un'attività commerciale dovrebbe essere prima di tutto un manager, avere idee chiare e sapersi destreggiare come un commercialista – afferma Massimo Bottarini, titolare insieme alla sorella e ai nipoti del Bar Napoli dal 1980 – perché le tasse sono aumentate e la burocrazia ostacola. Oggi gestire è più difficile rispetto ad anni fa e quindi si lavora di più per riuscire ad ottenere lo stesso fatturato. Io ho già un'attività consolidata ma devo sempre fare bene i conti tra i costi della materia prima e i dipendenti». I gelati però vanno alla grande tanto che Massimo ha aperto da un anno anche Il Piacere, una «gelateria pura» a Chieti Scalo, e si è inventato l'Ice-cream Express, il gelato ordinato e portato a domicilio. «Il prezzo medio di spesa e anche i gusti della gente sono cambiati - sostiene Maurizio Febo, socio di Patrizia nella gioielleria Marinelli che esiste dal 1963 – sia con la crisi che dopo il terremoto del 2009. Forse l'acquisto di un gioiello, dopo quell'enorme sventura, è sembrato una mancanza di rispetto verso chi ha perso tutto. In generale l'oro si vende ancora, ma meno, e soprattutto in occasione dei matrimoni, per il resto abbiamo dovuto rassegnarci all'alta e media bigiotteria. Non si guadagna come una volta e ci sono meno persone in giro». Dello spesso parere anche Emanuele e Franco Salvatore, titolari di quarta generazione dell'omonimo negozio di Ottica, storica attività dal 1896, situato in corso Vittorio Emanuele. «L'anno scorso abbiamo dovuto chiudere il negozio di via Piave perché era in una zona dove non rendeva. Ora il nostro lavoro si concentra soprattutto sui prodotti tecnici come gli occhiali con lenti multifocali o le lenti a contatto o gli occhiali da sole graduati o polarizzati. Pensi che in città attualmente ci sono 28 rivenditori di occhiali e 80 in tutta la provincia, contando anche i supermercati. Ormai gli occhiali si vendono anche dal giornalaio». Ha investito sull'on-line invece Fernando Masciulli, titolare del negozio sportivo Fernando Sport 2, in attività da 40 anni insieme al padre e ai due fratelli, Sergio e Maritza, titolari del primo Fernando Sport a piazza Duca e dell'ultimo nato, Fernando Sport bimbi. «E’ diventato più difficile portare avanti l'attività rispetto a trent'anni fa – afferma – ma se stai dietro all'evoluzione del mercato conviene sempre esserci. Ho aperto da circa 4 anni un sito per le vendite on-line e i miei figli Alessio e Federica mi aiutano anche con Facebook e Instagram: è stato come aprire un altro negozio a livello di spese, anche perché c'è una persona che fa solo quello, ma è convenuto. La gente risparmia tempo comprando in questo modo e lo fa magari mentre lavora». Tra i nuovi arrivati a gettarsi nel commercio ci sono i giovani Augusto Spilla e Antonio Trusiano del surf shop Makai: «Noi abbiamo aperto da sei anni unendo la nostra passione per il kite surf al commercio – spiegano – ma non è facile andare avanti. Copriamo un settore specifico sportivo e di abbigliamento quindi abbiamo una clientela giovane, ma non ci fermiamo un attimo. Il Comune certo ci sarebbe di aiuto se fosse più ricco di iniziative fatte bene, come la notte bianca, e ci agevolasse con i parcheggi».

