Gemellaggio con Carovilli

25 Settembre 2015

MANOPPELLO. Dopo la recente visita dei devoti di Santo Stefano del Lupo, di Carovilli (Isernia), guidati dal parroco di quella cittadina, don Mario Fangio, prende forma un’intesa con i seguaci...

MANOPPELLO. Dopo la recente visita dei devoti di Santo Stefano del Lupo, di Carovilli (Isernia), guidati dal parroco di quella cittadina, don Mario Fangio, prende forma un’intesa con i seguaci manoppellesi per promuovere un gemellaggio fra i due centri in nome di quel frate che, circa mille anni fa, eresse a Manoppello il monastero di Vallebona, oggi ridotto a rudere.

A Manoppello morì nel 1190 e le sue spoglie lì rimasero fino al 1591. Furono poi trasferite nell'eremo di Santo Spirito a Majella e infine a Carovilli, suo paese natale nel 1807. Il folto gruppo di pellegrini giunti a Manoppello a piedi dal paese molisano hanno fatto visita a Santo Spirito. A Manoppello hanno apprezzato l'accoglienza ricevuta, soprattutto per la sorpresa loro preparata dall'associazione sportiva di Venturino Febbo, che ha ripulito da erbacce e rami secchi il sentiero che dal Volto Santo conduce ai resti del monastero di Vallebona, sul Piano del Legname, dove loro ogni anno fanno visita in onore del santo, protettore degli umili e degli indifesi, ricordato come «uomo di grande mitezza che riuscì ad ammansire un lupo feroce».

L’arrivo dei carovillesi a Manoppello, quest'anno, si è vestita di contenuti rilevanti: hanno portato i resti di un braccio del santo – dopo il restauro eseguito dai docenti dell'università del Molise, Luigi Capasso e Ruggero D'Anastasio – che rimarrà custodita come reliquia nella chiesa parrocchiale di San Nicola. Una chiesa che all'epoca della morte di santo Stefano non esisteva a Manoppello. Fu eretta almeno un secolo dopo, come ha ricordato il parroco, don Nico Santilli. I pellegrini molisani hanno partecipato anche a una messa al Volto Santo che per «loro» hanno detto «sarà un costante punto di riferimento.

Walter Teti

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