Genitori all’uscita da scuola Ora la protesta si allarga

Dopo la Troiano Delfico, insorge anche la media di Villa Verrocchio Un padre: «Mio figlio può tornare da solo, ma la liberatoria è stata rifiutata»
MONTESILVANO. Genitori di Villa Verrocchio sul piede di guerra a causa della circolare del preside della scuola media che vieta agli studenti di uscire dall'istituto da soli. A pochi giorni dalla rivolta delle famiglie dei ragazzi che frequentano la scuola media Troiano Delfico, il provvedimento colpisce anche i teenagers della scuola di via Olona.
In questi giorni, infatti, i genitori hanno ricevuto comunicazione della circolare del dirigente scolastico Leo di Fabio che costringe madri, padri o maggiorenni delegati ad andare a riprendere gli studenti proprio davanti al cancello dell’edificio. In caso contrario, i ragazzi non possono uscire perché la scuola non può assumersi la responsabilità di eventuali incidenti. Si tratta di un provvedimento che non parte da Montesilvano, ma che è piovuto dall’alto, anche sulla città adriatica, a seguito di una sentenza della Cassazione che ha condannato un istituto per la morte di uno studente investito da uno scuolabus 15 anni fa. Gli istituti si stanno quindi adeguando alla spicciolata e, a Montesilvano, dopo la circolare dell’Istituto Traiano Delfico del centro, è arrivata la volta di Villa Verrocchio.
Ma i genitori non ci stanno, perché convinti che i loro figli di 12, 13 o 14 anni siano abbastanza grandi da poter tornare a casa da soli dopo la scuola. A subire i disagi maggiori sono chiaramente i genitori che lavorano e che non possono contare sulla collaborazione di nonni, parenti o amici. Tra loro anche Fabrizio Nanni, padre di uno studente di 13 anni che vive ad appena 150 metri dal cancello della scuola di via Olona. «È paradossale», commenta il genitore, «che da un lato si punti il dito contro i giovani troppo “bamboccioni” e dall’altro non si consenta a un ragazzino di compiere da solo una manciata di passi». La circolare del dirigente scolastico di Fabio è arrivata come un fulmine a cielo sereno per la famiglia montesilvanese, impossibilita ad andare a riprendere il ragazzo all’uscita di scuola. «Io vivo al Nord per lavoro», spiega Nanni, «la mamma di mio figlio a quell’ora lavora e non sappiamo come fare. Per questo, anche considerando che il nostro ragazzo è perfettamente autonomo e in grado di tornare a casa da solo, abbiamo scaricato dal sito del ministero una liberatoria in cui dichiariamo di assumerci tutte le responsabilità e l’abbiamo consegnata a scuola».
Ma l’iniziativa della famiglia Nanni non ha prodotto i risultati sperati. «Il dirigente scolastico non si è mostrato affatto collaborativo e ha rifiutato di accettare il documento. Per questo sono pronto a presentare un esposto agli organi competenti per cercare una soluzione».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche molti altri genitori coinvolti dalla circolare, mentre per il momento non è stato possibile raccogliere il punto di vista del dirigente di Fabio perché i diversi tentativi fatti dal Centro per contattarlo a scuola non sono andati a buon fine.
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