Genitori e amici in attesa commuovono l’Abruzzo

Da domenica sono sempre al campo base. Ieri l’incontro col prefetto dell’Aquila Team di psicologi li sta assistendo durante gli incontri con le forze dell’ordine
MASSA D’ALBE. È un’altra giornata di attesa e dolore alle pendici del Velino, che si somma alle precedenti. La sesta da quando il commerciante 56enne Tonino Durante, l’ingegnere 33enne Gian Mauro Frabotta e i fidanzati Gianmarco Degni e Valeria Mella, di 26 e 25 anni, sono spariti durante un’escursione. E mentre in quota i soccorritori non si danno per vinti, scavando nella neve anche a mani nude, a valle per familiari e amici si consuma l’ennesimo dramma dell’attesa. Gli occhi di chi aspetta ancora solo una buona notizia sono fissi verso Valle Majelama, una zona maestosa e impervia allo tempo, divenuta una trappola per questi quattro figli di Avezzano, appassionati di escursionismo e sport invernali. Tutto l’Abruzzo è col fiato sospeso per le sorti dei quattro amici dispersi e mentre i giorni passano la speranza nel miracolo a volte lascia il posto alla disperazione più profonda. Al campo base di Forme si respira un’aria di angoscia, a tratti spazzata via dalle pale degli elicotteri che trasportano i soccorritori sulla valanga.
Sono loro i nuovi eroi del dramma di una terra, l’Abruzzo, di nuovo martoriata da una tragedia della montagna. Il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, non ha voluto far mancare la sua presenza a Massa d’Albe nemmeno ieri. «Si sta andando avanti e in maniera instancabile», afferma Di Pangrazio, «per questo ringrazio i soccorritori a nome della comunità avezzanese, chiedendo loro di andare avanti. Nel cuore abbiamo la speranza che il nostro Velino ci restituisca queste persone. Vedere i familiari così addolorati è una sofferenza indescrivibile».
Commovente è stata la stretta di mano tra il prefetto Cinzia Torraco e Maddalena, la mamma di Gian Mauro che, accanto al marito Mauro Frabotta, ha trascorso l’intera giornata al freddo a guardare speranzosa verso la vetta del Velino.
Al campo base di Massa d’Albe ieri mattina sono arrivati anche i genitori di Alessandro Giancarli, il giovane di Capistrello morto annegato in un canale del Fucino a soli 23 anni mentre andava a lavorare a Telespazio. Era il 4 dicembre 2012.
Mamma Mariarita e papà Roberto sanno bene cosa significa soffrire per le sorti di un figlio. Con gli occhi velati di lacrime, hanno voluto portare conforto ai familiari dei dispersi. Intanto, a supporto dei parenti, provati da giorni di estenuante dolore, c’è anche un team di psicologi e psichiatri che li assiste nel consueto incontro con le forze dell’ordine a fine operazioni, nella tenda riunioni allestita dagli alpini, la stessa che ogni sera ospita anche il briefing in cui si fa il punto e si pianifica l’attività del giorno successivo.
Al campo base sono tornati anche l’assessore regionale alle Aree interne, Guido Quintino Liris, e il dirigente della Protezione civile regionale, Silvio Liberatore. (f.d.m.)
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