Genitori massacrati in casa Ragazzi pentiti e sconvolti

13 Gennaio 2017

Caso Pontelangorino, seconda notte in carcere per i due minori. Oggi convalida Il legale del figlio: «I brutti voti non c’entrano. Il motivo è complesso e delicato»

Dopo il delitto è arrivato subito il pentimento. Forse anche una presa di contatto con la tragica realtà e le sue irreparabili conseguenze. Come al risveglio da un incubo. Nelle parole dei loro avvocati, che li hanno assistiti negli interrogatori formali, i due giovanissimi killer sono entrambi «sconvolti». Anzi. «Sconvolti e pentiti». Il figlio 16enne di Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni e l’amico 17enne che per mille euro ha ucciso i coniugi di Pontelangorino di Codigoro (Ferrara) a colpi di scure, hanno ieri integralmente confermato le confessioni rilasciate quando erano semplici testimoni (a loro carico anche alcune intercettazioni ambientali fatte in commissariato) e attendono per quest’oggi, dopo l’udienza di convalida al tribunale per i minorenni di Bologna, di sapere quale sarà il loro destino.

Quando si presenteranno di fronte al giudice avranno passato due notti al centro di prima accoglienza dell’istituto penale minorile del Pratello, una sorta di luogo filtro dove finiscono i minori appena arrestati. Lì non avrebbero avuto contatti se non con i loro legali, nominati d’ufficio, e con il personale del centro, impiegati ed educatori che seguono la prima presa in carico da parte del sistema della giustizia per chi non ha ancora compiuto i 18 anni.

Mentre le indagini dei carabinieri proseguono per ricostruire i dettagli del contesto in cui è maturato il duplice omicidio, aggravato dalla premeditazione, il movente che ha portato due giovani a compiere un gesto così brutale non è ancora del tutto chiarito. Certamente ha inciso la questione del rendimento scolastico del figlio della coppia. Una telefonata del padre alla presidenza dell’istituto tecnico scolastico “Iti” di Codigoro, dove l’adolescente studiava con scarsi risultati, sarebbe stata forse l’ultima goccia del montante risentimento verso i genitori. Contrasti continui, che avevano portato il ragazzo a trasferirsi fisicamente in una “dependance” esterna alla villetta, per sottrarsi ad un rapporto che pare lo stressasse.

Ma, come dice l’avvocato Gloria Bacca, che lo difende, a far scattare la molla omicida «non è stato solo un brutto voto». Per il legale, «il motivo è molto più complesso», e riguarda «problemi adolescenziali non trattati con i dovuti modi, da parte di entrambi. Sia dai genitori, che da lui stesso e anche da parte della società». Il suo giovane assistito, dice apparendo lei stessa provata dai dettagli emersi durante l’interrogatorio, «è una persona che ha bisogno di una grossa mano. Non so cosa ne pensino gli investigatori, ma è così. La situazione è molto pesante, delicata, drammatica», ha quindi aggiunto la penalista.

Intanto, su come prevenire fatti del genere e sulla possibilità di un riscatto per chi li commette, monta il dibattito e con esso la polemica. Per l’arcivescovo di Ferrara, monsignor Luigi Negri, «non è più tempo per trascurare la nostra responsabilità educativa, non possiamo lasciare che i giovani crescano senza nessuna regola, senza nessun ideale, convivendo con i genitori esclusivamente sulla base di interessi e di problemi materiali».

Non fa sconti il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, che esprime un giudizio definitivo e lapidario: «Quei due devono pagare a vita per quello che hanno fatto, non mi interessa che siano due minorenni. Quei due non possono essere recuperati».