Gentiloni: ius soli entro fine legislatura
È tra le leggi da «bollino nero». Quelle, cioè, che difficilmente riusciranno a vedere la luce in questa legislatura. Ma il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, non molla la presa. E ieri, dal...
È tra le leggi da «bollino nero». Quelle, cioè, che difficilmente riusciranno a vedere la luce in questa legislatura. Ma il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, non molla la presa. E ieri, dal palco del Teatro Eliseo, poco dopo l'accorato appello di Walter Veltroni, è tornato a ribadire la necessità di dare all'Italia un'adeguata legge sulla cittadinanza agli stranieri. «Speriamo di essere orgogliosi di poter dire di aver aggiunto il diritto alla cittadinanza per quei bambini che frequentano la nostra scuola, che vivono i nostri quartieri, ma che sono nati da genitori stranieri. Stiamo lavorando per approvare la legge entro questa legislatura». Parole che sembrano riaprire la partita dello ius soli. E con essa, le polemiche. A tuonare contro il premier si alternano Lega e Forza Italia che, con accenti diversi, assicurano che «mai e poi mai» lo Ius soli otterrà il via libera del Parlamento tacciando il premier di finalità elettorali. Ma a far scoppiare la polemica più forte è il tema più generale dell'immigrazione - trattato anche questo da Gentiloni per spiegare che «la sinistra di governo non spaccia paure o illusioni» ma «governare l'immigrazione è possibile»- che registra un durissimo scontro tra la Cei e la Lega. «Togliamoci dalla testa l'immagine macchiettistica di una Chiesa che dice venite tutti». Questa «sta solo nella testa malata di qualche politico», ha tuonato il segretario generale della Conferenza Episcopale, Nunzio Galantino. Immediata la replica di Matteo Salvini che attacca «chi è più interessato ad incassare quattrini che a parlare alle anime».

