Geriatria e pronto soccorso al collasso

2 Luglio 2019

In aumento le patologie di anziani e pazienti cronici. I primari dei due reparti: sono gli standard sanitari che non funzionano 

PESCARA. Il picco è stato raggiunto qualche giorno fa, quando il numero dei pazienti ricoverati nel reparto di Geriatria dell’ospedale civile ha toccato addirittura quota 73. Ieri, invece, tra persone sistemate nelle stanze nell’ala sud e nord e lettini di fortuna allineati nei corridoi, si è arrivati a 69 ricoverati rispetto ai 54 posti regolamentari che l’ospedale civile dovrebbe mettere a disposizione.
Complici le patologie legate al caldo eccessivo e i problemi cronici dei pazienti di una certa età, anche quest’estate si preannuncia bollente per i reparti più affollati della Asl. Non solo Geriatria con i suoi problemi cronici di affollamento e penuria di personale medico, infermieristico e sanitario. Ma la situazione è arrivata ai limiti anche al pronto soccorso dove, anche sabato e domenica scorsi, si è registrato un fine settimana di fuoco tra accessi continui, attese lunghe e snervanti e personale insufficiente a rispondere alle esigenze di cura degli utenti.
«È sempre il solito caos confusionale», taglia corto il direttore dell’unità di pronto intervento dello Spirito Santo, Alberto Albani «come sempre, non raccontiamo nulla di nuovo. Ci sono stati centinaia e centinaia di accessi continui, da mattina a notte, per i casi più disparati». Il pronto soccorso di Pescara, con il suo bacino di utenza di 250mila persone che, nei mesi estivi, si alza a 400mila, è il più grande d’Abruzzo e tra i maggiori in Italia. Nella classifica nazionale è il 13° per numero di accessi, più del Gemelli di Roma o del Cardarelli di Napoli. Ma è anche tra i reparti maggiormente in sofferenza.
Una problematica cronica, quella del sovraffollamento, che il pronto soccorso condivide con l’unità operativa di Geriatria, diretta da Emilio Simeone, che periodicamente finisce al centro delle cronache per i lettini di fortuna con gli anziani attaccati all’ossigeno sistemati nei corridoi, protetti da paraventi di fortuna, o addirittura portati in altri reparti per sopperire all’emergenza. «Sono settimane che questo reparto si trova nelle medesime condizioni», dice il primario, «non possiamo più parlare di emergenza, ma di standard sanitari che non funzionano. Siamo sempre in affanno, da settimane, perché continuiamo ad assistere molti più pazienti di quanti dovremmo. I turni dei medici, degli infermieri e degli operatori socio-sanitari del reparto sono programmati per 54 pazienti, invece ogni giorno ci troviamo a occuparci quasi di un altro reparto in più».
Come racconta Simeone, la media dei ricoverati a Geriatria si assesta intorno ai 68-69 pazienti su 54 posti letto disponibili in base al piano sanitario della Asl. Ma ci sono stati anche picchi, nelle scorse settimane, di 73 degenti ammassati tra stanze, corsie e corridoi. «Stando al piano sanitario della regione abbiamo 45 posti letto», spiega il primario, «ai quali abbiamo aggiunto altri 8 posti ricavandoli da un’ala della struttura, qui al sesto piano, che era chiusa. Ma il beneficio di avere qualche posto letto in più è durato giusto una settimana, visto che man mano abbiamo dovuto iniziare ad aggiungere i letti nei corridoi. Cerchiamo di tamponare come possiamo, ma non ce la facciamo. Medici e infermieri andrebbero aumentati, ma da quello che ne so non sono in programma assunzioni».