Geriatria, ricoveri a casa Stop al sovraffollamento

15 Luglio 2015

Il primario Simeone: due infermieri gestiranno le dimissioni dei pazienti Gli anziani saranno destinati alle Rsa o all’assistenza domiciliare integrata

PESCARA. Il problema è cronico, da anni, ma adesso si sta cercando una soluzione. La Asl e la direzione sanitaria dell’ospedale di Pescara si sono attivati per evitare la presenza, e talvolta l’affollamento, di barelle nell’ala sud dell’unità operativa di Geriatria, dove i 16 posti a disposizione nelle camere di degenza sono spesso insufficienti ad accogliere tutti i malati destinati a questo reparto. Il problema è stato sollevato infinite volte, se n’è parlato nel corso di una riunione del consiglio comunale e sono state anche prospettate delle soluzioni.

L’ultimo a intervenire, per rinfocolare la polemica e sollecitare una via di uscita, è Domenico Pettinari, consigliere regionale del Movimento cinque stelle, che ha visitato il reparto dopo l’ispezione dei Nas, avvenuta all’inizio di luglio. Il consigliere pentastellato parla di una realtà «davvero drammatica» e contesta lo stato di «abbandono» della struttura, dove «gli anziani, spesso in fin di vita, dovrebbero essere accompagnati con dolcezza e cura». Pettinari ricorda ancora che nel corso del consiglio comunale sono stati ascoltati sindacati e portatori di interesse, si sono susseguite «tante parole, tante promesse» e sono state presentate a gran voce «numerose soluzioni, ma ad oggi ancora nulla» e i pazienti sono sempre lungo i corridoi «per assenza di sistemazioni dignitose». E’ vero, dicono dal reparto il problema c’è e c’è sempre stato, il corridoio non è quasi mai vuoto e si arriva anche a 14 letti sistemati fuori dalle stanze di degenza, ma qualcosa si sta muovendo, per risolvere il problema.

«Nei giorni scorsi», spiega il primario Emilio Simeone, «è stato attivato un nuovo servizio, affidato a due infermieri che fanno da case manager, per gestire meglio le dimissioni dei ricoverati o comunque di evitare i ricoveri, quando non si rendono necessari». I pazienti che possono lasciare l’ospedale vengono destinati all’assistenza domiciliare integrata, alle Rsa o comunque tornano a casa, e ciò avviene attraverso una gestione delle dimissioni strutturata, organizzata. Anche per chi arriva al pronto soccorso c’è una gestione diversa rispetto al passato perché «una prima valutazione può essere trasmessa direttamente al distretto, che si fa carico del paziente, anziché passare per il reparto.

Così si crea una governance per i ricoveri, le procedure diventano più snelle e si accorciano i tempi», commenta Simeone e tra i reparti che trarranno maggiormente beneficio dal lavoro dei case manager c’è proprio la Geriatria, insieme alla Medicina, altra realtà spesso in emergenza per i posti letto. Simeone attende di valutare e quindi di esprimersi definitivamente sugli effetti di questa novità nel momento in cui il servizio sarà completamente a regime e rodato, ma nel frattempo annuncia anche un’altra strada che si sta seguendo. «Sullo stesso piano della Geriatra, nel corridoio adiacente, ci sono dei locali già sistemati per la lungodegenza, con dieci posti non ancora utilizzati, e l’obiettivo è fare in modo che questi letti vengano usati per assorbire il surplus che si genera nell’ala sud, e non per la lungodegenza, in modo da eliminare i ricoveri in corridoio». E comunque, al di là della nuova organizzazione che si sta mettendo in piedi, si stanno studiando soluzioni per evitare i ricoveri in eccesso, quelli inappropriati.

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