Germi resistenti agli antibiotici: a Pescara il focus con infettivologi e rianimatori

30 Novembre 2017

I risultati ottenuti dai reparti di Malattie Infettive e Rianimazione negli ultimi due anni sono l'oggetto di studio del seminario nazionale organizzato da Simit e Siaarti

PESCARA. E' una vera priorità e a breve sarà un'emergenza: parliamo di resistenze batteriche agli antibiotici, una realtà che può rendere nel tempo le infezioni non curabili in modo efficace. Si tratta di una situazione molto rischiosa che potrebbe rendersi drammaticamente reale nei prossimi anni se non vengono presi subito tutti i provvedimenti che la scienza medica già oggi ci permette di assumere efficacemente. Il grido di allarme è lanciato dagli specialisti della Simit, Società Italiana Malattie Infettive a livello nazionale, e da quelli della Siaarti, la principale società scientifica che raccoglie gli Anestesisti-Rianimatori. Entrambe le società hanno concesso il loro patrocino ed incoraggiamento all’iniziativa di Pescara, dove rianimatori ed infettivologi abruzzesi danno vita venerdì 1 e sabato 2 dicembre a due importanti appuntamenti sul tema delle infezioni da germi resistenti e su quello ad esso correlato, ancora più urgente, del corretto uso degli antibiotici e degli antimicotici, che può giocare un ruolo molto rilevante nell’interrompere la selezione e la diffusione dei germi resistenti.

 Si parte domani, venerdì 1 dicembre, alle ore 15  alla Biblioteca dell'ospedale civile con un seminario sulle infezioni fungine invasive e la partecipazione fra i tanti specialisti, anche di Marcello Tavio, (Ospedali Riuniti Ancona), presidente eletto Simit per il biennio 2019-2021. A seguire la mattina di sabato 2 dicembre all'aula magna dell'ospedale civile di Pescara il tema si sposta sulle infezioni batteriche: "Uso prudente e conservativo degli antibiotici: una prospettiva indifferibile per il controllo dei germi multiresistenti e delle infezioni ad essi correlate correlate". Le infezioni batteriche contratte in comunità sono in aumento rispetto al decennio scorso e sono soprattutto i soggetti più fragili, con patologie come diabete, problemi cardiovascolari, trattamenti chemioterapici, quelli più a rischio. Tra questi soprattutto gli anziani, che oltre alle patologie associate, presentano spesso una riduzione dell’efficienza del proprio sistema immune. Il tesso di infezioni batteriche severe cresce col crescere dell’età: sopra i 65 anni esse aumentano di almeno tre volte, di quattro volte superati i 75 anni. A livello territoriale, le infezioni più frequenti sono le urinarie, bronchiali, polmonari e gastrointestinali; tra i pazienti ospedalizzati invece oltre il 60% presenta un problema polmonare. «Razionalizzare l’uso degli antibiotici in questi pazienti è una priorità enorme», sottolinea il dottor Giustino Parruti, direttore dell’Unità di Malattie Infettive e presidente regionale Simit. «Un laboratorio molto efficiente ci può aiutare molto, come sta accadendo a Pescara negli ultimi due anni, facilitando l’uso mirato degli antibiotici. Uno dei problemi principali per ridurre al minimo le resistenze batteriche sempre più diffuse è infatti usare bene ed in modo mirato gli antibiotici. Altra priorità è riuscire ad identificare senza correre rischi quando non usare gli antibiotici o ridurre il numero e la durata della terapia antibiotica nel singolo paziente». Un problema diverso è rappresentato invece dai pazienti ospedalizzati in terapia intensiva. «Molti di questi sono più giovani dei ricoverati in area medica, e spesso senza patologie di rilievo maggiore prima dell’evento che li conduce al ricovero in Rianimazione», afferma il dottor Tullio Spina, direttore dell’Unità di Anestesia e Rianimazione di Pescara. «L’ambiente della Terapia intensiva si presta molto alla sperimentazione e alla ricerca di buone pratiche nell’uso degli antibiotici e degli altri strumenti per il controllo delle infezioni contratte in ospedale. Noi qui a Pescara – prosegue Spina – da circa 4 anni abbiamo messo a punto un pacchetto di interventi che ci ha permesso di ridurre moltissimo la selezione di germi resistenti durante la degenza ospedaliera, ed in questa circostanza presenteremo la nostra esperienza con i suoi buoni risultati, che ci inducono a perseguire in questa strategia, se possibile potenziandola ancora».

La dottoressa Frattari presenterà i risultati della Rianimazione di Pescara. «L’approccio multidisciplinare che abbiamo utilizzato per il controllo delle infezioni e l’uso prudente degli antibiotici ha permesso di abbattere il tasso di germi Gram negativi resistenti in Rianimazione, in un tempo davvero breve, dal 90% al 15-20% di resistenza», anticipa la dottoressa Frattari. «I nostri dati saranno a breve oggetto di pubblicazione, non appena completato il processo di revisione editoriale. Speriamo davvero che possano essere di aiuto a trovare la ricetta giusta per il controllo di questi germi anche in altre realtà». «La necessità che ogni tipo di organizzazione sanitaria, azienda ospedaliera o territoriale, si doti di idonei strumenti di antimicrobial stewardship è divenuta stringente ed universalmente riconosciuta», ha aggiunto il professor Pierluigi Viale, direttore della cattedra di Malattie Infettive dell’ospedale Sant'Orsola Bologna e membro del consiglio direttivo nazionale della Simit «così come è chiaro che gli impegni ad essa correlati non siano solo un problema di singoli professionisti dedicati ma una priorità di salute pubblica, che deve essere opportunamente sostenuta ed implementata da precisi atti politici». La classe medica sta prendendo finalmente coscienza dell’insegnamento di Alexander Fleming, ma la strada è ancora in salita: intervenire sugli atteggiamenti prescrittivi è estremamente difficile e spesso frustrante, poiché gli antibiotici sono da sempre utilizzati da ogni professionista, ad ogni livello. «Abbiamo cercato di coinvolgere, direi proprio con successo, tutta la direzione generale della nostra Asl nel sostenere l'uso prudente degli antibiotici con un investimento significativo di personale», conclude Giustino Parruti. Da questo impegno potrà derivare un forte e capillare potenziamento delle iniziative di stewardship antibiotica a livello dell'intera regione, mettendo a disposizione di tutti i prescrittori il pronto e tempestivo supporto dell’esperto. Al convegno partecipano anche molti specialisti dell'area medica e della medicina generale e a questo seguirà un piano di formazione aziendale per tutto il 2018 in linea con gli intenti del convegno.