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9 Aprile 2021

CITTÀ SANT’ANGELO. Città Sant’Angelo si avvicina all’estate puntando sulla cultura, con una rassegna letteraria che dovrebbe portare nella cittadina angolana autori di livello nazionale e...

CITTÀ SANT’ANGELO. Città Sant’Angelo si avvicina all’estate puntando sulla cultura, con una rassegna letteraria che dovrebbe portare nella cittadina angolana autori di livello nazionale e internazionale, con sei appuntamenti nel giardino comunale tra giugno, luglio e agosto. A oggi questa è una delle poche certezze in vista della stagione calda, i cui eventi tradizionali sono ancora messi a rischio dal perdurare della pandemia.
Due giorni fa l’amministrazione ha pubblicato sul suo sito internet la manifestazione d’interesse per eventuali sponsorizzazioni di eventi come la sagra dell'Uva, Cantine e Cortili o le feste patronali, in calendario nella coda dell’estate, quando ci si augura che le temperature estive e l’accelerazione della campagna vaccinale possano favorire un ritorno alla normalità.
La volontà è quella di riaccendere l'estate angolana, dopo che nel 2020 si è dovuto rinunciare ai tradizionali appuntamenti. È chiaro però che quando si parla di eventi estivi il pensiero va a rassegne come “Dall’Etna al Gran Sasso”, con la festa dei sapori abruzzesi e siciliani, Festa in Corso o ancora la notte bianca, diventati un vero cult non solo dell’estate angolana e capaci di richiamare migliaia di persone anche da fuori regione. In tal senso, però, i punti interrogativi in questo momento sono ancora troppi per capire se e cosa si potrà fare: tutto dipende dall’andamento del quadro sanitario, ma non solo. L’idea che si possa tornare alla completa normalità già da quest’estate è stata accantonata. A fine mese il sindaco Matteo Perazzetti ha in programma un incontro con le associazioni che curano l’organizzazione dei vari eventi, almeno per poter tracciare una linea di partenza. L’impressione è che, se qualcosa si farà, sarà a regime ridotto rispetto a quello che gli abituali ospiti sono abituati a vedere. A questo punto dunque emerge un secondo argomento di discussione, che è quello che riguarda la sostenibilità: bisogna capire se riducendo il numero dei partecipanti, il singolo evento possa rimanere economicamente appetibile o se, senza l’afflusso di migliaia di persone, vengano a mancare le condizioni per poterlo mantenere in piedi. Il tempo c’è, sia per organizzare sia per studiare l’evoluzione del quadro sanitario, giudice sovrano di quello che si potrà fare o meno. Quello che è certo è che la volontà dell’amministrazione è di ripartire, cominciando dalla cultura e dalla cura delle tradizioni. Assodato questo passaggio, bisognerà capire se ci sarà spazio per gli eventi più grandi o se anche questa volta bisognerà dare appuntamento al 2022.