Gestione Naiadi, un caso politico: scontro tra Lega e Fratelli d’Italia

Gli esponenti del Carroccio in piazza: votiamo contro il project financing voluto dal presidente Marsilio Testa e Rapposelli replicano: il Comune di Pescara non ha i soldi sufficienti e le competenze adeguate
PESCARA. Nel giorno che ha segnato l'inizio della protesta dei lavoratori delle Naiadi, la novità è arrivata dalla Lega, scesa in piazza accanto ai dipendenti della struttura chiusa da mesi, per dire no al project financing e sì alla gestione pubblica curata dal Comune di Pescara.
Luigi D'Eramo, Vincenzo D'Incecco, Marcello Antonelli, Patrizia Martelli e Massimo Pastore, esponenti del Carroccio a livello parlamentare, regionale e comunale, hanno preso posizione contro il progetto di finanza voluto dal governatore Marco Marsilio e che nei giorni scorsi ha avuto il parere favorevole da parte della commissione, annunciando che «i quattro assessori della Lega voteranno contro il via libera al project» nella giunta che dovrebbe tenersi già in settimana. A riferirlo sono stati D’Eramo e D’Incecco, forti della maggioranza nella maggioranza. «La gestione pubblica riuscirebbe a garantire meglio non solo i fruitori dell’impianto, ma anche i lavoratori», proseguono. «Noi siamo a favore della proposta che parte dal Comune di Pescara e che è stata condivisa da tutte le forze politiche rappresentate nel consiglio comunale. C’è bisogno di un progetto a lungo respiro senza vincolarlo al discorso temporale di 12, 18 o 24 mesi. È chiaro che adesso deve aprirsi un dibattito interno alla maggioranza dove noi faremo valere le nostre ragioni».
Anche il presidente del consiglio comunale Antonelli ribadisce la volontà dell’Ente di acquisire la gestione «alla luce di un trentennio in cui è stato dimostrato che la gestione dei privati non funziona». Una presa di posizione che accende lo scontro politico nella maggioranza, cosa peraltro già emersa nelle scorse settimane, con il presidente Marsilio e l’assessore Guido Liris indirizzati sul project, e la Lega orientata sulla gestione pubblica. In tal senso arriva anche la posizione di Guerino Testa, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale e Fabrizio Rapposelli, consigliere comunale di Pescara: «Il project financing ha già avuto l’ok della commissione e adesso aspettiamo di discuterlo in giunta. La stessa giunta che aveva già approvato il primo project, poi tramontato. Riteniamo che il project rappresenti la soluzione migliore per risolvere il problema Naiadi, grazie all’investimento di 5 milioni di euro fatti da una società privata, in cui ci sono persone competenti, esperte e cresciute a pane e piscina, come può essere Amedeo Pomilio. Una somma che non graverebbe sul bilancio pubblico».
Secondo gli esponenti di Fdi inoltre, ci sarebbe il rischio che l’Ente pubblico possa far fatica a sostenere spese così importanti, tornando a bussare alla Regione. «Nelle more va garantita la riapertura dell’impianto. Per farlo, la soluzione migliore ci sembra essere quella che porta all’affidamento dello stesso alla cordata romana, terza classificata del bando 2019, ed esperta nella gestione impianti. Riteniamo che il suo ingresso possa essere più rassicurante rispetto a quello del Comune di Pescara, le cui competenze sulla gestione di centri sportivi, anche attraverso società in house, è tutta da verificate». E concludono: «In una maggioranza di governo è possibile e legittimo avere idee diverse, da portare sul tavolo di confronto. Se poi la Lega deciderà di votare contro dovrà spiegare le sue ragioni».
Intanto, resta l'obiettivo di lavoratori e sindacati, ribadito a più riprese da Guido Cupido della Slc Cgil, Marcella Carletti di Fiscat Cisl e Luca Ondifero anche lui della Cgil: «Chiediamo la riapertura dell'impianto nell'immediato». In tal senso, durante la prima giornata di protesta, va registrato un confronto tra i lavoratori e i dirigenti regionali che seguono la vicenda, Carlo Tereo De Landerset e Roberto Iezzi. I due hanno ribadito che si sta facendo tutto il possibile per provare a far tornare in funzione l'impianto a inizio luglio. Se la Regione deciderà di andare avanti con il project è stata messa in preallarme la cordata romana classificata terza al bando di due anni fa, e che dopo il sopralluogo di lunedì pare abbia dato la sua disponibilità alla gestione di un anno, assicurando di poterlo riaprire nell’arco di tre settimane dall'assegnazione. Se invece la giunta dovesse bocciare il progetto di finanza gli uffici regionali sono pronti a dare la gestione al Comune di Pescara, che entrerebbe nella struttura grazie anche alla sua partecipata Pescara Multiservice. Novità, definitive, sono attese entro la settimana.

