Gettoni facili, guerra in tribunale

10 Novembre 2016

Udienza preliminare per Manola Musa accusata da Di Giovanni di diffamazione

MONTESILVANO. La consigliera di maggioranza Barbara Di Giovanni trascina in tribunale per diffamazione aggravata l'ormai ex compagna di schieramento Manola Musa e le chiede un risarcimento da 50mila euro.

La querelle tutta al femminile che in questi giorni sta scaldando gli animi delle amministratrici comunali si riferisce alle accuse mosse nel giugno del 2015 da Musa all'allora presidente della commissione politiche giovanili in merito alla convocazione di sedute giudicate «brevi e inutili», dunque volte solo a «soddisfare la smania di gettoni e permessi retribuiti di alcuni». Dichiarazioni rilasciate alla stampa che non sono piaciute, però, alla Di Giovanni, la quale ha deciso di querelare la collega, che ora rischia una pena fino a sei anni. Da allora il procedimento è andato avanti e lunedì scorso c'è stata una prima udienza preliminare davanti al gup Nicola Colantonio, nella quale Di Giovanni si è costituita parte civile, rinviata al 31 gennaio 2017. «Confidiamo nella saggezza del giudice», commenta l'avvocato di Musa Vittorio Iovine, già assessore della giunta Di Mattia, «che saprà certamente valutare la prosecuzione di una procedura che pare, alla luce degli accertamenti penali svolti, francamente non supportata dai minimi requisiti di sostenibilità accusatoria».

Intanto a margine dell'udienza la consigliera Musa ha commentato così sul suo profilo facebook: «Stamattina mi sono fatta un giretto in tribunale, perché tempo fa ho denunciato pubblicamente la convocazione di commissioni inutili e il conseguente sperpero di denaro pubblico. Da allora “quelle commissioni” non sono state più convocate! Io in tribunale a sostenere la verità ci torno altre mille volte. Voi, però, pensate a comportarvi bene, perché le querele non mi mettono a tacere». Preferisce non commentare, invece, la consigliera Di Giovanni, assistita dall'avvocato Federico Squartecchia, perché, spiega: «Del caso se ne dovrà occupare direttamente l'autorità giudiziaria».

Antonella Luccitti

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