Giù i palazzi Clerico: in arrivo aree verdi e 70 appartamenti

7 Febbraio 2020

Il progetto sarà presentato domani ai residenti di Rancitelli durante un incontro con Ater e Comune sulle case popolari

PESCARA. Tre palazzine per un totale di circa settanta appartamenti, con spazi pubblici e aree verdi: sarà grossomodo questo quello che sorgerà al posto dei palazzi cosiddetti Clerico, tra via Tiburtina Valeria e via Tavo, nel quartiere di Rancitelli.
Una prima bozza della trasformazione dell’area sarà mostrata dai progettisti domani, in occasione di un incontro organizzato dal comitato “Per una nuova Rancitelli” nel salone della parrocchia degli Angeli Custodi, in via Lago di Posta. L’appuntamento è alle 16,30, e non si parlerà solo dell’area che, negli anni scorsi, è stata tristemente nota per essere diventata accampamento e rifugio di fortuna per sbandati e tossicodipendenti.
La “questione Clerico” è stata infatti inserita all’interno di un incontro tra i residenti, l’assessore comunale alle Politiche abitative Isabella Del Trecco e alcuni tecnici dell’Ater. “Gestione e manutenzione degli alloggi popolari” è il tema della riunione. Gli abitanti di Rancitelli saranno invitati a porre ai responsabili dell’Ater domande concrete su come è possibile ristrutturare le facciate dei palazzi, come gli assegnatari di alloggi popolari possono eventualmente riscattare la propria casa, come funziona il conguaglio dell’Ater e quali sono i casi in cui è possibile fare la sanatoria. Si parlerà anche di agevolazioni e incentivi con i quali potrebbe essere possibile intervenire sulle abitazioni autonomamente.
Il comitato di quartiere presieduto da Francesca Di Credico ha invitato tutti i residenti del rione a partecipare all’appuntamento, anche perché la questione dei palazzi Clerico è stata una delle problematiche più sentite in questa parte di Rancitelli negli ultimi anni.
I progettisti incaricati dai proprietari dell’area mostreranno i primi disegni di come cambierà la zona tra via Tiburtina e via Tavo. Di certo gli scheletri degli edifici, ormai inservibile e caratterizzati da problemi strutturali, verranno buttati giù. Al loro posto dovrebbero nascere tre palazzi per un totale di circa settanta appartamenti di “social housing”, cioè di “edilizia residenziale sociale” che generalmente viene realizzata da privati e cooperative, ed è diversa dall’edilizia residenziale pubblica di cui si occupa l’Ater.
Il Comune vuole veder sorgere un complesso abitativo di qualità, con un elevato livello di efficienza energetica e spazi condivisi e aperti alla città. Nella zona infatti dovrebbero trovare posto pure aree pubbliche e destinate al verde. Quella che si prospetta è quindi la chiusura di una delle pagine più travagliate della storia recente di Rancitelli, che negli ultimi anni ha dato vita a una delle più grandi emergenze sociali vissute dall’intera città.
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