Gianmarco, l’ultimo atto d’amore Donati gli organi come voleva lui

Lo studente universitario pescarese 21enne morto a Bologna in seguito all’incidente con la bicicletta L’addio del papà Ugo Nigrisoli, vecchia gloria del basket pescarese: «Volevo essere io al tuo posto»
PESCARA. «Avrei voluto essere al tuo posto per permetterti di apprezzare i tuoi sogni rendendoli concreti». C’è tutto il dolore immisurabile di un padre che ha perso un figlio, nelle parole che Ugo Nigrisoli, papà di Gianmarco, ha scritto sui social rivolgendosi a suo figlio, lo studente universitario pescarese di 21 anni, morto in seguito all’incidente in bici avvenuto a Bologna venerdì scorso.
«Ciao figlio. Non so cosa scrivere. Che tu eri intelligente, educato, generoso? Per i genitori tutti i figli sono tesori inestimabili, al di là del loro valore reale. Di te posso dire che il tuo sorriso illuminava chi ti era vicino, che con la tua sottile e garbata ironia, riuscivi sempre a sdrammatizzare qualsiasi situazione. La tua generosità era figlia della tua spontaneità e l'hai dimostrata anche in questo momento tragico, cercando di dare una speranza a chi ne ha un bisogno disperato». Quella generosità e quell’attenzione verso l’altro che caratterizzavano Gianmarco hanno portato i genitori ad autorizzare la donazione degli organi. Una decisione presa per rispettare la sua volontà. Un desiderio che il ragazzo aveva già espresso, nonostante la sua giovane età. Il profondo gesto di altruismo ora consentirà di aiutare qualcuno che ne ha bisogno, restituendogli la speranza.
Dopo il diploma nel 2018 all'istituto Alessandro Volta di Pescara, nel corso di informatica, il giovane era andato a Bologna per frequentare la facoltà di Ingegneria dell'automazione alla Alma Mater Studiorum. Durante gli studi era entrato a far parte di un team universitario che collaborava con grandi case automobilistiche e che lavorava allo sviluppo di studi e progetti. Il ragazzo aveva deciso di entrare nel gruppo di lavoro per raccogliere esperienze che poi lo avrebbero aiutato professionalmente dopo la laurea. Ma nella vita di Gianmarco non c'era solo lo studio. Ha sempre coltivato l'amore per lo sport. Per il pugilato e prima ancora per il basket, una passione che papà Ugo, vecchia gloria della pallacanestro, giocatore per tanti anni a Pescara nella Max Meyer in serie B (e prima del Roseto basket), aveva provato a trasmettere ai suoi figli. E come il papà, anche Gianmarco aveva cominciato a giocare a basket, ma negli anni aveva poi deciso di dedicarsi ad altre discipline sportive. Lo studente stava pedalando quando, alla curva delle Orfanelle a Bologna, sulla strada che porta al santuario di San Luca è finito violentemente a terra. Da quel colpo non si è più ripreso e dopo alcuni giorni in coma nel reparto di rianimazione all'ospedale Maggiore, il suo cuore ha smesso di battere. Ora resta tutto il dolore per una morte difficile da accettare e un vuoto assoluto per i genitori, per il gemello Riccardo e gli amici che piangono la scomparsa troppo prematura di un ragazzo ottimista, sorridente, instancabile, che con impegno tentava di realizzare i suoi sogni. Spezzati per sempre. «Ciao figlio, i tuoi abbracci mi mancheranno», continua nel suo post il papà, che qualche giorno fa ancora con un filo di speranza al suo Gianmarco chiedeva di lottare: «Dammi il cambio figlio mio, voglio prendere il tuo posto in panchina. Dammi il cambio figlio mio, devi essere protagonista in questo campionato. Dammi il cambio figlio mio, le mie gambe sono stanche. Dammi il cambio figlio mio, vola a prendere quel rimbalzo che ti farà vincere questa sfida. Dammi il cambio figlio mio, non è il momento di battere la fiacca. Dammi il cambio figlio mio, sono io che mi devo riposare, non tu». I funerali si terranno probabilmente domani pomeriggio nella cattedrale di San Cetteo.

