Giardini della stazione chiusi, è caos

12 Settembre 2024

Il Comune recinta l’area dopo le aggressioni, i negozianti: «Solo disagi per i cittadini»

PESCARA. È stata chiusa al passaggio pedonale l’area dei giardinetti della stazione che divide il terminal bus da corso Vittorio Emanuele. Una misura di sicurezza messa in campo dal Comune per cercare di arginare la zona da eventuali fenomeni di spaccio e violenza. Proprio perché, stando agli ultimi fatti di cronaca, in quella zona si ritrovano le gang di ragazzini. Venerdì scorso l’ultima aggressione in Corso ha rilanciato l’allarme sicurezza in centro: commercianti e residenti sono sul piede di guerra e sono pronti a lanciare una petizione per chiedere un tavolo per la sicurezza e l’ordine pubblico alle autorità locali. La decisione del Comune di chiudere con delle reti il transito tra i due giardinetti fa scoppiare però il caos tra i commercianti di corso Vittorio Emanuele.
«È una scelta totalmente sbagliata», dice Enrico Pacifici dalla tabaccheria tra corso Vittorio Emanuele e via Mazzini, «è un disagio per tutti i cittadini». Da ieri, infatti, molti visitatori della stazione, tra lavoratori e studenti appena rientrati a scuola, si sono trovati disorientati dalla chiusura dei giardini che permettevano di passare rapidamente dal terminal bus a corso Vittorio. «In questo modo perdiamo molti clienti», continua arrabbiato il commerciante, «le persone allungano il tragitto e scelgono altri negozi per fare acquisti. Questa zona verrà completamente isolata». Recintare i giardinetti della stazione, a detta dei commercianti, non è una misura che ridurrà gli episodi di violenza. «Tutte le gang e gli extracomunitari che si ritrovano lì, adesso si sono spostati proprio davanti al mio locale», commenta il tabacchino che racconta al Centro l’ultima lite scoppiata ieri pomeriggio. «Poco dopo le 15 è di nuovo dovuta intervenire la polizia», dice, «un gruppetto di giovanissimi, sempre per i soliti motivi legati a debiti di droga, ha iniziato a fare a botte e spintonarsi. Poi, alcuni di loro sono stati portati in questura. Io ho paura di lavorare in queste condizioni, non ne posso più».
Mentre i commercianti non arrestano la protesta per chiedere più sicurezza, da Palazzo di città è attesa la risposta del ministro della Difesa Guido Crosetto: al vaglio c’è la decisione di schierare l’Esercito sulle strade di Pescara.
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