Giardino della memoria, via libera ai lavori

FARINDOLA. Il Giardino della Memoria in ricordo della 29 vittime di Rigopiano sarà finalmente realtà. Dopo anni di promesse e ritardi nelle documentazioni, ieri il consiglio comunale di Farindola ha...
FARINDOLA. Il Giardino della Memoria in ricordo della 29 vittime di Rigopiano sarà finalmente realtà. Dopo anni di promesse e ritardi nelle documentazioni, ieri il consiglio comunale di Farindola ha approvato la progettazione esecutiva dell'opera.
«Il Consiglio ha preso atto della progettazione esecutiva del giardino della memoria, esprimendo in maniera emozionata e convinta la sua approvazione», commenta il sindaco Ilario Lacchetta. «La giunta e gli uffici ora provvederanno con sollecitudine a consegnare l’appalto per consentire la realizzazione di un luogo di preghiera che consegni indelebilmente alla memoria della storia la più grande tragedia che ha interessato la nostra comunità». Considerando che si potrà andare in affidamento diretto per i lavori, l’intervento potrebbe iniziare già a settembre. Un motivo di soddisfazione per i parenti delle vittime ma anche per l’associazione culturale di Orosei che, guidata dal presidente Tony Diana, non appena dopo la tragedia del 18 gennaio 2017, promosse la raccolta fondi per realizzare l’opera dello scultore Mario Mula: una statua della Madonna, 29 cubi, due steli con incisi i nomi delle 29 vittime e 100 mq di pavimentazione.
Per i lavori, il comitato Vittime di Rigopiano ha già versato la somma raccolta con lo spettacolo che Federico Perrotta e Pino Insegno organizzarono a Pescara a luglio 2019 in ricordo delle vittime della tragedia del 18 gennaio 2017. Anche la Regione ha stanziato un corposo contributo da destinare all’opera.
«Si è finalmente concluso il tanto complicato iter burocratico», commenta Egidio Bonifazi, che nella tragedia di Rigopiano ha perso suo figlio Emanuele. «Auspichiamo che vengano mantenute le promesse e che a brevissimo inizino i lavori per il giardino della memoria, in ricordo dei nostri 29 angeli morti abbandonati. Un monumento», aggiunge Bonifazi, «che dovrà essere luogo di rispetto e di preghiera, ma soprattutto di memoria: “mai più” tragedie che si potrebbero e si dovrebbero evitare. Il nostro ringraziamento va all’associazione di Orosei per la sensibilità mostrata con il dono della meravigliosa opera al signor Di Clemente che con grande disponibilità l’ha conservata in magazzino in questi anni». (f.bel.)

