Giovane vittima di usura, rom a processo

L’accusato chiese 6mila euro in due anni dopo un prestito di 250: la vittima minacciata e schiaffeggiata
MONTESILVANO. Per un prestito di 250 euro è arrivato a richiederne 6mila in due anni alla sua vittima, con tanto di minacce verbali, telefoniche e un'aggressione fisica, fin quando la denuncia ai carabinieri di Montesilvano ha messo la parola fine all'incubo di un giovane di Montesilvano.
Il tutto è cominciato nel luglio del 2018, quando un S. E., classe 1990, si è rivolto a un suo conoscente di etnia rom, S.U., due anni più giovane, per chiedergli il prestito di 250 euro. Da quanto appurato, l'accordo prevedeva la restituzione della somma, più ulteriori 100 euro, nell'arco di una settimana. Da quel momento però, per il giovane di Montesilvano caduto nel vortice dell’usura è iniziato un vero e proprio tormento.
Perché dopo aver ottenuto quanto richiesto, il rom ha iniziato ad accampare una serie di pretese in virtù di svariate motivazioni, tutte finalizzate e ottenere altro danaro. E così ogni settimana si rivolgeva alla vittima per chiedere almeno 100 euro, una volta perché secondo lui non aveva rispettato i tempi, un'altra per gli interessi maturati, fino ad arrivare a pretendere 250 euro a settimana quando la vittima risultava inadempiente. Accanto alle continue richieste economiche, quando il rom non otteneva quello che voleva, passava alle minacce, per lo più telefoniche, fino ad arrivare ad aggredire il giovane di Montesilvano con più schiaffi al volto. Questo, per la vittima difesa dall'avvocato Daniele D'Ortenzio di Pescara, oltre ai circa 6mila euro versati nelle mani del suo aguzzino, ha rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso e soprattutto che l'ha convinto a rivolgersi ai carabinieri di Montesilvano per sporgere denuncia, dopo due anni di vessazioni.
A seguito delle indagini, su richiesta del pubblico ministero Andrea Di Giovanni, il gip di Pescara Antonella Di Carlo ha disposto il giudizio immediato a carico del rom, con prima udienza fissata per il prossimo 7 luglio.
C'è da dire che la vittima, proprio perché esausta e spaventata a seguito delle vessazioni subite, nell'ultimo periodo aveva iniziato a registrare le telefonate contenenti le varie minacce, che adesso potrebbero tornare utili nel corso del procedimento.
Davanti al giudice il rom dovrà rispondere di usura aggravata, reato punito con la reclusione da 2 a 10 anni e di estorsione continuata, fattispecie questa sanzionata dal codice con una pena che può andare da 5 a 10 anni. Per la vittima, al di là del danno economico subito e dei due anni di tormento, rimane il sollievo per essersi finalmente liberata di una situazione che per mesi ha trasformato la sua vita in un incubo.
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