Giovina, giardino al setaccio Ispezionati anche due pozzi

24 Febbraio 2022

Moscufo. Da ieri mattina, accertamenti tecnici e con i cani della polizia in tutta l’area Gli investigatori tornano anche nella villetta per analizzare alcune intercapedini

MOSCUFO. Sono iniziati di buon mattino ieri, sotto lo sguardo di curiosi e cronisti, gli accertamenti della polizia nella villetta di Moscufo, abitata da Giovina Annalisa Mariano, detta Gioia, 60 anni, ex impiegata comunale, di cui si sono perse completamente le tracce da 5 anni, dall’8 marzo del 2017 quando alle 8 del mattino è uscita di casa per non farvi più ritorno.
Un mistero fitto su cui la procura di Pescara, attraverso il pm Anna Benigni, vuole fare luce. E così ieri l’abitazione insieme al terreno circostante è stata letteralmente passata al setaccio. Prima sono arrivati sul posto i poliziotti della squadra mobile, coordinati da Gianluca Di Frischia, a cui sono state affidate le indagini, insieme alla scientifica e poi attorno alle 10 direttamente da Malpensa le unità cinofile con due cani molecolari super specializzati nella ricerca di persone scomparse, che hanno ispezionato in lungo e in largo il giardino davanti alla villetta, ma anche tutto il terreno circostante, fra cui un’area non coltivata. L’obiettivo, trovare tracce, o addirittura il corpo di Giovina.
Contemporaneamente, con l’ausilio di una ditta, sono stati svuotati e controllati due pozzi, due fosse biologiche, presenti proprio davanti alla casa. Pozzi su cui sin dai primi istanti si sono concentrate le attenzioni degli investigatori della mobile.
Ma le verifiche non si sono fermate qui. L’intera area è stata passata al setaccio anche da uno georadar, uno strumento sofisticato in grado di rilevare ogni tipo di discontinuità, vuoti e quindi possibili nascondigli, presenti nel terreno, sfruttando il fenomeno della riflessione delle onde elettromagnetiche. E a proposito di nascondigli, i poliziotti sono tornati all’interno della villetta, posta sotto sequestro, dove nei precedenti sopralluoghi sarebbero state individuate delle intercapedini, una in particolare. Se sia stata controllata già nella giornata di ieri, non si sa. Strettissimo è il riserbo da parte degli investigatori. Dall’esterno però sono stati sentiti rumori provenire dalla casa.
Le operazioni sono andate avanti in maniera incessante sino a circa le 16.
Sul posto, anche Alessia Natali, presidente dell’associazione Penelope Abruzzo, che ha raccolto la denuncia dei cugini di Giovina, facendo in modo che le indagini sulla scomparsa fossero riaperte e, quindi, consentendo di andare sino in fondo alla vicenda. «Il fatto stesso», sottolinea l’avvocato dell’associazione Raffaella Anzivino, «che siano stati fatti arrivare i cani molecolari vuol dire che gli inquirenti credono in queste indagini e a ciò che stanno facendo. I cani molecolari non si muovono per nulla. Siamo ottimisti. L’interesse della procura ci lascia ben sperare».
Indagini a parte, l’associazione Penelope sta organizzando per l’8 marzo, che è la giornata dedicata alle donne, ma anche quella in cui Giovina è scomparsa, una fiaccolata.
L’iniziativa si terrà a Fallo, suo paese d’origine. Partirà da sotto la sua abitazione e proseguirà lungo la strada principale sino al palazzo del Comune. Alla fiaccolata parteciperanno anche i cugini della donna. «Vogliamo ricordare Giovina», fa presente l’avvocato Anzivino, «e allo stesso tempo sensibilizzare su certi temi».
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