Giovina, il Dna del fratello per le ricerche

Gli investigatori hanno prelevato l’impronta genetica del congiunto per confrontarlo con quello dei cadaveri sconosciuti
PESCARA. Ci sono anche gli uomini del gabinetto della polizia scientifica di Ancona, dotati di strutture tecniche molto sofisticate, che affiancano i colleghi della squadra di Pescara alla ricerca di qualsiasi elemento utile per chiarire il giallo della scomparsa di Giovina Mariano, 60 anni, la ex dipendente del Comune scomparsa l’8 marzo del 2017 dalla sua casa di Moscufo. Giovedì scorso, come anticipato, il pm Anna Benigni, che ha aperto un fascicolo ancora contro ignoti per omicidio, ha disposto perquisizioni e sequestri nell'abitazione che fu della scomparsa (ora ceduta all’asta a un nuovo proprietario che non vi ha mai abitato) e in quella del fratello di quest'ultima, Domenico: ma in questo caso la perquisizione è finalizzata soltanto alla ricerca di effetti personali di Giovina.
La procura ha anche disposto il sequestro dell'autovettura che Giovina avrebbe lasciato al nipote Alessio, che spesso condivideva la villetta di Moscufo con lei, e che era in uso al fratello Domenico. La macchina verrà esaminata a fondo, alla ricerca di qualsiasi traccia, anche minima, in grado di far luce sulla scomparsa di Giovina. Intanto, sempre giovedì scorso, gli uomini della mobile diretti da Gianluca Di Frischia, sempre su disposizione del magistrato, hanno proceduto al prelievo del Dna di Domenico Mariano. Il motivo è presto detto: al momento gli inquirenti non sono in possesso del Dna di Giovina, quindi questo passaggio serve per confrontare il Dna di Domenico con quello dei cadaveri sconosciuti che sono nelle banche dati della polizia. Anche l’abitazione di Moscufo è stata sottoposta a sequestro proprio perché la scientifica dovrà tornare sul posto per approfondire le ricerche. E anche se ormai è trascorso del tempo, e in quella casa hanno vissuto altre persone prima della vendita all’asta, la possibilità di trovare tracce di Giovina, di qualsiasi genere, o del passaggio di altre persone sconosciute agli inquirenti, resta possibile con le sofisticate attrezzature di oggi, come dimostrano altri casi clamorosi. Intanto la procura continua a raccogliere dichiarazioni di quanti sono entrati in contatto con Giovina nei giorni antecedenti la scomparsa, anche se i tempi non aiutano: la denuncia è stata fatta con ritardo rispetto al giorno della scomparsa, considerando che nipote e fratello avevano sempre sostenuto che Giovina si sarebbe allontanata volontariamente da Moscufo, per cambiare vita.

