Giovina, scomparsa da 4 anni I parenti: «Riaprite le indagini»

20 Ottobre 2021

La 60enne, ex dipendente del Comune di Pescara, dove ha abitato in viale Kennedy, è sparita nel 2017 Appello dell’associazione Penelope: «Non si è allontanata da sola, è un mistero. Aiutateci a ritrovarla» 

MOSCUFO. Giovina Mariano, detta Gioia, è sparita quattro anni fa dalla sua abitazione di contrada Colle Sant’Angelo a Moscufo. All’epoca aveva 60 anni. E da allora solo silenzio. Oggi il coordinamento nazionale e regionale Penelope, che si occupa di persone scomparse, su spinta di alcuni parenti che giorni fa si sono rivolti alla trasmissione di Rai3, Chi l’ha visto? che stasera alle 21.20 si occuperà di nuovo del caso, chiedono la riapertura delle indagini che anni fa furono «archiviate dopo 42 giorni dalla denuncia di scomparsa come allontanamento volontario». La dichiarazione di scomparsa fu presentata dal fratello Domenico, secondo il quale, a detta di Penelope, di Giovina non ci sarebbero più tracce dall’8 marzo 2017.
Della donna, origini a Fallo (Chieti), ex dipendente del Comune di Pescara dove ha abitato per anni in viale Kennedy, non si hanno, invece, più tracce dai primi giorni del 2017 secondo le indicazioni fornite dai parenti all’associazione Penelope, diretta in Abruzzo da Alessia Natali (e al direttivo nazionale, guidato da Nicodemo Gentile) con la consulenza del legale pescarese, Raffaella Anzivino.
«I cugini di Giovina che hanno riacceso i riflettori sulla scomparsa della donna», rivela il presidente Natali, «sostengono di averla sentita l’ultima volta a Capodanno del 2017, poi più nulla. Nella denuncia del fratello ai carabinieri di Loreto è indicato l’8 marzo come data della scomparsa della donna. E sarebbe stato il nipote Alessio, che per un periodo ha vissuto con lei nella casa di Moscufo perché lavorava nelle vicinanze, a vederla per l’ultima volta alle 8 di quella mattina. All’epoca il nipote riferì che la zia disse di dover partire per un viaggio. Sarebbe «andata da amici» per «cercare lavoro a Milano». E nel caso l’avesse trovato «non sarebbe tornata». Ma la borsa di Giovina è stata trovata in casa, i vestiti negli armadi. Solo il cellulare è sparito insieme a lei. Un mistero», puntualizza Natali, «questa sparizione, che cercheremo di sciogliere con il contributo di Chi l’ha visto? che domani (stasera) manderà in onda il secondo servizio, girato tra Moscufo, Fallo e Pescara. Noi chiederemo alla procura di Pescara di riaprire il caso. Il nostro appello è rivolto anche ai compaesani: se qualcuno ha notizie di Giovina si rivolga all’associazione» che garantirà riservatezza nelle informazioni.
La trasmissione tv ha raccolto anche i ricordi delle ex colleghe del Comune di Pescara dove Giovina Mariano aveva lavorato (dopo aver lasciato gli studi universitari a Roma) negli uffici Statistica e Anagrafe, in un periodo compreso tra il 1981 e il 2000.
Si dimise a dicembre di quell’anno, dopo la morte del padre Agostino, un dolore che la segnò, avvenuta in gennaio. A Pescara Giovina abitò in viale Kennedy con il padre e la madre, Liliana Maiocco, originari di Fallo. Dopo la morte dei due, la donna avrebbe ereditato immobili, terreni e depositi bancari. Quindi il trasferimento a Moscufo, nella dimora messa all’asta dopo la sua sparizione. Conclude, l’avvocato Anzivino: «Le colleghe la ricordano come una donna intelligente, affabile e riservata, dai mille interessi, cinema, teatro, musica. Amava la montagna e non era facile ai colpi di testa».