Giro di vite sui rumori, è scontro «Così penalizzate il commercio»

22 Luglio 2022

Lunedì l’assemblea civica esaminerà il provvedimento che fissa altri limiti per i locali del centro Confesercenti e Pd bocciano il documento: «Si tratta di un attacco frontale alle imprese cittadine»

PESCARA. Si accende lo scontro sul Piano di risanamento acustico della zona centrale di Pescara interessata dalla movida che l’amministrazione comunale porterà oggi in consiglio comunale per l’adozione. Il provvedimento, che verrà sicuramente discusso e votato nella seduta convocata per lunedì prossimo, è stato duramente contestato dalla Confesercenti e dal Pd. Secondo alcune indiscrezioni, ci sarebbero forti malumori anche all’interno della stessa maggioranza perché le norme contenute nel provvedimento sarebbero ritenute troppo restrittive.
«Il Piano di risanamento acustico proposto dal Comune di Pescara e la levata di scudi di alcuni residenti organizzati in comitato contro una semplice iniziativa che prevede stop alle 23,30», hanno commentato la presidente provinciale e il direttore di Confesercenti Marina Dolci e Gianni Taucci, «sono attacchi frontali al diritto di fare impresa e anche alla reputazione decine di imprese pescaresi». «È stato oltrepassato ogni limite, siamo pronti a chiedere i danni», hanno avvertito, «non è nostro compito entrare nelle polemiche interne alla politica che temiamo abbiano un ruolo non secondario in questa escalation. Ma non possono essere le imprese a pagare il prezzo più alto». «Il livello di intolleranza verso le attività che producono reddito, occupazione e benessere per la città di Pescara», hanno osservato Dolci e Taucci, «è giunto a livelli inaccettabili, tanto più in un momento di afflussi decisamente al di sotto della media in piazza Muzii. Questo clima rischia di avere effetti disastrosi sul turismo, perché siamo di fronte ad un attacco non solo al commercio e alla ristorazione, ma anche alle speranze di una svolta turistica». «Chiediamo immediatamente un confronto con il Comune e con il prefetto», hanno concluso la presidente e il direttore di Confesercenti, «perché Pescara non può diventare la città italiana simbolo della caccia alle streghe contro chi fa impresa e intrattenimento».
Dello stesso tenore le critiche del capogruppo del Pd in Comune Piero Giampietro. «Chi semina vento, raccoglie tempesta», ha affermato, «e dopo tre anni di centrodestra lo scontro tra il comitato di residenti e gli esercenti di piazza Muzii ha raggiunto livelli mai visti prima. Dopo aver promesso tutto e il suo contrario, il centrodestra con una sequela di ordinanze è riuscito a colpire al cuore l’attività degli esercenti rispettosi delle regole, a consentire l’apertura di nuove “cicchetterie” e ad esacerbare gli animi del comitato di residenti che ora si oppone persino alla chiusura alle 23,30 in agosto». «Una tempesta perfetta», ha fatto notare Giampietro, «di cui sindaco e giunta devono assumersi le responsabilità e indicare una strada, che non può essere la proposta autarchica del Piano di risanamento acustico. Piano che così predisposto, senza alcun confronto concreto con le attività economiche, rischia solo di far chiudere definitivamente il distretto di piazza Muzii e trasferire il fenomeno di qualche centinaio di metri». «Dovremmo essere tutti preoccupati dagli allarmi che arrivano dalle associazioni di categoria», ha concluso Giampietro, «che denunciano pesanti ripercussioni anche sul movimento turistico in città».
©RIPRODUZIONE RISERVATA