Girosante difende Cantagallo: «Non vedo la città migliorata»

MONTESILVANO. «Qui si vuole screditare il Pd attaccando la figura di Enzo Cantagallo, perché cominciano a capire chi vincerà le prossime elezioni». Evenio Girosante, rappresentante del Pd, ex...
MONTESILVANO. «Qui si vuole screditare il Pd attaccando la figura di Enzo Cantagallo, perché cominciano a capire chi vincerà le prossime elezioni». Evenio Girosante, rappresentante del Pd, ex assessore tra il 2004 e il 2006 ribatte alle polemiche sollevatesi in merito alla partecipazione, nell’ultimo direttivo del partito, di alcuni ex amministratori coinvolti nell’inchiesta Ciclone, tra i quali proprio l’ex sindaco Cantagallo.
Girosante, in particolare, risponde al consigliere Mauro Orsini, il quale aveva contestato ai governi di centrosinistra di aver peggiorato la qualità della vita dei montesilvanesi. «Non vedo segnali di miglioramento nella qualità della vita di questa città negli ultimi anni», afferma Girosante, «ad esempio, nei lavori pubblici che sono una chimera, o nei servizi sociali, che sono soltanto per pochi».
L’ex assessore di centrosinistra rinvia al mittente anche le accuse mosse dal consigliere Anthony Aliano, di Rievoluzione, e punta il dito contro i cambi di casacca di Aliano, prima eletto con il sindaco Di Mattia, poi con l’attuale amministrazione Maragno. Non viene risparmiato dalle critiche neppure il segretario provinciale di Rifondazione, Corrado Di Sante, al quale Girosante ricorda i risultati politici che, sia nel 2012 sia nel 2014, non hanno mai portato all’elezione di alcun consigliere a palazzo di città. «Nell‘unica indagine che mi ha visto coinvolto nel 2007», chiude Girosante, quasi a giustificare la sua voglia di partecipazione alla politica cittadina, «durata nove anni per la barzelletta della “sbarra” (una sbarra elettrica installata all’ingresso della scuola di via Olona per la quale l’assessore fu indagato, ndc), il sottoscritto è stato assolto con formula piena».
Intanto, a tornare sul tema, rincarando la dose, è anche Mario Saladino, di Fratelli d’Italia. «Bisogna che il cittadino montesilvanese comprenda che, per ricostruire un sistema politico democratico», scrive, «deve assolutamente metterci anche la faccia e non continuare a essere complice e colluso con il vecchio sistema di clientelismo politico che dura da tantissimi anni sia a livello locale che nazionale. Quindi bisogna buttare giù tutto il sistema tradizionale, ormai obsoleto, e ricostruire un sistema nuovo senza basi di clientelismo ma con giovani professionisti», prosegue, «che vogliono il bene della propria città e guadagnare il giusto per portare avanti una famiglia dignitosa e non soffrire di apparenza, ipocrisia e furbizia. La gente di Montesilvano è pronta a questo cambiamento? Ho i miei seri dubbi». (a.l.)
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