Giudice di pace, Sel incalza il Comune: «Ufficio da salvare»

8 Maggio 2014

PENNE. Con un'interrogazione a firma del capogruppo di PenneSì in Consiglio comunale, Matteo Tresca, depositata nell'ultima seduta consiliare, il circolo di vestino di Sel lancia la mobilitazione a...

PENNE. Con un'interrogazione a firma del capogruppo di PenneSì in Consiglio comunale, Matteo Tresca, depositata nell'ultima seduta consiliare, il circolo di vestino di Sel lancia la mobilitazione a difesa dell'ufficio del Giudice di pace di Penne.

«Ci battiamo da tempo a difesa di un fondamentale presidio provinciale della giustizia» spiega Silvia Di Salvatore, avvocato e candidata alle prossime elezioni regionali, «l’unico ufficio rimasto della provincia pescarese dopo la soppressione di quelli di Pianella e San Valentino».

Il Comune di Penne, grazie all’impegno dell'amministrazione del sindaco Rocco D’Alfonso, insieme all'intero Consiglio comunale, ha deciso di adottare gli atti necessari per il mantenimento a proprie spese dell'ufficio. Con l’interrogazione, Sel intende incalzare l'amministrazione civica a dare seguito alla volontà manifestata nei mesi scorsi dall'assemblea municipale, chiedendo quali atti sono già stati compiuti dall’ente, in considerazione degli oneri derivanti dall'accoglimento della richiesta di mantenimento, per dare concreta attuazione all'istanza presentata. Il Comune di Penne dovrà infatti provvedere, in base agli impegni assunti con il ministero, alle spese di funzionamento e erogazione del servizio giustizia, incluso il fabbisogno di personale amministrativo, che deve essere messo a disposizione dall'ente medesimo.

«È importante che il nostro territorio non perda questo presidio» avverte Di Salvatore, «in quanto il giudice di pace redime le liti minori, quelle che possono più facilmente coinvolgere chiunque. Non avere la sede nell'area vestina costringerebbe i cittadini a recarsi a Pescara anche per piccole questioni con un aggravio di costi e un allungamento dei tempi». (c.f.)

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