Giudici e pm con le mascherine: il tribunale riparte in “sicurezza”

21 Aprile 2020

Udienze divise per fasce orarie e senza testimoni, spazio ai procedimenti con i riti alternativi

PESCARA. Giudici con guanti e mascherine, così come gli avvocati e il cancelliere; udienze a porte chiuse e scaglionate nel corso della giornate; sul pavimento segnalatori di rispetto della distanza tra gli utenti in attesa. E' così che, dall'undici maggio prossimo, dovrebbe riprendere l'attività a Palazzo di giustizia.
«La nostra intenzione», afferma il presidente del tribunale, Angelo Mariano Bozza, «è quella di riaprire, come stabilito dal decreto governativo. Cercheremo di svolgere l'attività sempre nel rispetto del distanziamento sociale e con le misure di sicurezza necessarie e obbligatorie per salvaguardare la salute di tutti».
LE VIDEOCONFERENZE Il lavoro del presidente Bozza, così come quello del procuratore capo Massimiliano Serpi e dell'avvocatura, non si è mai fermato in questo lungo periodo di blocco dovuto alla pandemia da Covid-19: tutti si sono impegnati per studiare una soluzione al problema del contagio, tenendo numerose riunioni in videoconferenza per arrivare a stilare una sorta di protocollo da attuare per la ripresa.
«Stiamo lavorando», spiega Bozza, «per arrivare a un provvedimento unico e quanto più possibile condiviso e per questo motivo in settimana potrebbe essere varato questo protocollo studiato insieme ai presidenti dei tribunali abruzzesi, ai procuratori e naturalmente insieme al procuratore generale e al presidente della Corte d'appello».
PERCORSO CONDIVISO I vertici della giustizia regionale, in questo periodo di stop forzato dei tribunali, si sono sempre sentiti in videoconferenza per esaminare la situazione e approntare, per quanto possibile e fatta salva la possibilità di ogni tribunale di agire autonomamente, un percorso che abbia delle linee in comune per riprendere l'attività giudiziaria nei vari distretti abruzzesi.
«Stiamo mettendo a punto questo protocollo anche se le problematiche sono molte, alcune estremamente complesse, che peraltro variano da procedimento a procedimento. Ma la nostra intenzione è quella di andare avanti e riuscire a ripartire. L'obiettivo è quello di riprendere le udienze, ma sempre nel rispetto dell'obbligo del distanziamento sociale».
IL SETTORE PENALE Ma vediamo quali sono le soluzioni allo studio per il settore penale. Per l'attività dibattimentale, considerata la grossa mole di udienze monocratiche, si sta valutando la trattazione di processi con non più di cinque imputati che con il rito collegiale possono salire a dieci, senza però attività istruttoria da svolgere (ammissione prove e quindi prima udienza, processi privi di istruttoria orale o perché vi sia consenso alla lettura di attività di indagine).
I RITI ALTERNATIVI E ancora: processi per i quali vi sia richiesta di riti alternativi (patteggiamenti, abbreviati senza integrazione istruttoria con prova orale, messa alla prova, oblazione); procedimento di riesame o appello avverso misure cautelari e personali; procedimento riguardanti misure di prevenzione.
Dove sia necessaria la presenza di imputati o ricorrenti detenuti, la presenza in udienza sarà assicurata con la videoconferenza o in alternativa, se non è possibile, con la traduzione. Naturalmente, per evitare che si verifichino assembramenti, i processi verranno chiamati per fasce orarie.
LE CONVALIDE DA REMOTO Le udienze di convalida dell'arresto e di direttissima si svolgeranno da remoto. Disciplinata anche l'attività di gip e gup con il rinvio d'ufficio dei processi con numero di imputati superiore a cinque o con rito abbreviato condizionato all'assunzione di prova orale. Regolamentato anche l'ingresso in tribunale: gli interessati muniti di apposita documentazione che giustifichi la presenza in aula, dovranno presentarsi all'orario fissato (così come gli avvocati) e non potranno recarsi anche agli sportelli di cancelleria per i quali è previsto un sistema di prenotazione possibilmente on line sul sito del tribunale o della procura.
Tutto questo dovrà essere ora vagliato dai vertici dei vari tribunali abruzzesi e riguarderà il periodo dall'11 maggio al 30 giugno, termine della fase emergenziale. Poi, se non dovessero intervenire altre disposizioni dal Governo, si dovrebbe tornare alla completa normalità ante Covid-19.
CAMERA PENALE «La Camera penale di Pescara», spiega il vice presidente Massimo Galasso , «ha partecipato ai lavori per pervenire alla condivisione di questa bozza di protocollo perché è ferma intenzione degli avvocati penalisti tornare a lavorare dal 12 maggio senza ulteriori rinvii, ovviamente nel rispetto di tutte le cautele che l'emergenza sanitaria ci impone, compresa quella di celebrare tutti i processi che non prevedono attività istruttoria»
Prosegue Galasso: «Vogliamo però ricominciare nelle aule e siamo fortemente contrari alla possibilità di trattare, anche solo nella fase emergenziale e quindi fino al 30 giugno, processi penali da remoto su applicazioni nate per fare riunioni di lavoro e non certo udienze. I principi costituzionali del giusto processo per noi sono inderogabili ed un processo celebrato su piattaforma digitale che smaterializza le parti è un non-processo».
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