GIULIANOVA: storia di balneatori/1
GIULIANOVA. L'applicazione della direttiva europea Bolkestein, in base alla quale, a partire dal 1° gennaio del 2024, le concessioni demaniali marittime verranno aperte alle regole del libero mercato...
GIULIANOVA. L'applicazione della direttiva europea Bolkestein, in base alla quale, a partire dal 1° gennaio del 2024, le concessioni demaniali marittime verranno aperte alle regole del libero mercato e saranno quindi soggette alla riassegnazione tramite evidenze pubbliche, preoccupano da mesi i balneatori giuliesi, che frenano sugli investimenti, perché titubanti sugli ipotetici vantaggi che verrebbero assegnati ai concessionari uscenti. Abbiamo ascoltato Daniele Tarantella, proprietario di uno chalet sul lungomare monumentale giuliese, l'Azzurro mare.
Tarantella, cosa pensa dell’incontro romano che si terrà oggi, per fare il punto sul decreto milleproroghe? Quali sono le istanze dei balneari da sottoporre all'attenzione del governo?
«Apprezzo l'impegno assunto dai nostri rappresentanti, io non sarò a Roma per motivi di salute, ma credo che di questa situazione se ne debba occupare la politica, unica in grado di legiferare. Sul decreto milleproroghe penso sia essenziale riuscire ad ottenere delle proroghe, soprattutto in virtù dell'organizzazione dei bandi».
Tarantella, in quanto titolare da tanti anni di uno stabilimento della costa giuliese, può rappresentarci quali sono gli attuali problemi dei balneatori?
«Tutto gira intorno alla tagliola della Bolkestein che, di fatto, rende impossibili gli investimenti sulla propria azienda perché non sappiamo fino a quando sarà di nostra proprietà. Già dall’anno scorso, i colleghi hanno stretto un po’ la cinta, allentando le percentuali di investimenti annuali sulle attrezzature».
Lei quale comportamento sta adottando, vista la situazione che si sta prefigurando per il prossimo anno?
«Se non ci vengono date sicurezze sugli anni di permanenza sul demanio, si prevede purtroppo un calo dei servizi. Ciò nonostante, mi dico pronto a fare investimenti più consistenti: ho un progetto di rinnovo locale, con possibilità di assumere personale a tempo indeterminato, con una prospettiva di vita migliore. Tutto questo, perché miro a tenere aperto lo stabilimento per tutto l’anno. Nel 2019, ho speso alcune migliaia di euro per realizzare un’ app dedicata alla gestione delle prenotazioni. Adesso, alla luce di ciò che sta accadendo, trovo rischioso spingersi in investimenti del genere».

