Giunta, approvato il bilancio Alla sanità 300 milioni in più

21 Dicembre 2021

L’assessore Liris: «Evitati tagli ai servizi essenziali, Asl in condizione di operare bene»

L'AQUILA. Un bilancio di 5 miliardi di euro, di cui oltre il 70% assorbito dal capitolo della sanità.
La giunta regionale, nella serata di ieri, ha approvato il rendiconto finanziario della Regione Abruzzo: il primo di una serie di passaggi-chiave prima del via libera definitivo da parte del consiglio regionale, che dovrà avvenire entro la mezzanotte del 30 dicembre. Termine ultimo per evitare l'esercizio provvisorio. All'interno del documento finanziario i grandi filoni su cui si muovono i finanziamenti regionali: sanità, istruzione, lavoro, sociale, agricoltura, sport, turismo e cultura. «Sarà necessario correre per l'approvazione in consiglio», afferma l'assessore al bilancio, Guido Quintino Liris, «la sentenza della Corte costituzionale avrebbe potuto creare una situazione catastrofica. Siamo riusciti in una settimana ad evitare il peggio».
La spesa più consistente naturalmente riguarda la sanità, ora più che mai al centro dell’attenzione a causa della pandemia. Ma sono 300 i milioni in più stanziati quest'anno rispetto all'anno scorso. Anche se per ora la manovra regionale non può tenere conto di debiti della sanità e di spese maggiori che saranno rendicontate ad aprile.
Assessore Liris, il bilancio ha ricevuto il nullaosta della giunta. Come vive l'approssimarsi del 30 dicembre, alla luce del pronunciamento della Corte costituzionale?
«L'impalcatura del bilancio è quella approvata nella riunione di ieri, gli aggiustamenti e il recepimento di altre istanze arriveranno dopo. È chiaro che stiamo risentendo della sentenza della Corte costituzionale che ha ritenuto incostituzionale il piano di rientro ventennale della Regione Abruzzo. Un pronunciamento arrivato una settimana fa: qualsiasi amministrazione sarebbe stata messa in ginocchio, ma noi in sette giorni siamo stati in grado di trovare 17 milioni, tagliati da vari capitoli di spesa, che andranno ad aggiungersi ai 29 che stanziamo annualmente come piano di rientro economico».
Cosa consentirà la manovra?
«Di rientrare "in bonis" e adeguarci a quanto stabilito dalla Corte costituzionale. Un risultato raggiunto grazie ad un'interlocuzione costante con la Corte dei conti. È evidente che la sentenza mette a rischio i tempi per l'approvazione del voto in consiglio, tanto che solo ieri il bilancio è passato in giunta. Adesso bisognerà accelerare e trovare la quadra: mi aspetto un atteggiamento collaborativo e di grande responsabilità da parte dell'intero consiglio regionale. Il messaggio è all'unità. Se ci sarà un voto unanime si procederà speditamente. Per quanto mi riguarda, la disponibilità è massima ad accogliere le richieste più urgenti che arriveranno in aula, anche dalla minoranza. A tal fine sto istituendo un fondo di qualche milione per programmare interventi necessari, secondo le proposte che verranno formulate».
Quali sono i capitoli e le misure più importanti su cui muove il bilancio?
«Sanità, attività produttive, sociale, sport, cultura e comparto agricolo. Su questi grandi assi la Regione investirà notevoli risorse per garantire servizi e crescita. Per quanto riguarda la sanità, assicuriamo un bilancio che metta in condizioni le Asl di operare bene. Siamo in trattativa serrata con il ministero per farci riconoscere ulteriore spese in quota Covid: ci aspettiamo che vengano riconosciuti almeno 80 milioni. Il debito complessivo ammonta a circa 100 milioni, ma il conteggio finale si potrà fare soltanto quando le Asl chiuderanno i bilanci».
E se il ministero della Sanità non dovesse autorizzare queste spese?
«Saranno necessari ulteriori tagli: un'ipotesi da scongiurare in quanto si andrebbero ad intaccare gioco-forza servizi essenziali come infrastrutture, scuole, attività sociali e gli aiuti alle fasce più deboli della popolazione. Ma verrebbero necessariamente penalizzati anche altri settori come l'agricoltura, lo sport, la cultura. È ciò che dobbiamo evitare».
Sono previste misure specifiche, oltre ai bonus nazionali, per le famiglie meno abbienti che stanno soffrendo particolarmente?
«Come Regione abbiamo predisposto misure e fondi ad hoc per il sociale e per tutelare le categorie più fragili, economicamente a rischio. In bilancio ci saranno somme per l'assistenza, per i nuclei familiari disagiati, per quelli che hanno a carico figli con disabilità. Tutte le fragilità vanno prese in considerazione, quelle sanitarie e quelle sociali».
Il lavoro è l’altro nodo cruciale, come gli aiuti alle imprese. Cosa devono aspettarsi gli abruzzesi dalla Regione?
«Stiamo lavorando per incentivare misure specifiche con bandi in grado di trainare gli investimenti facendo leva su strumenti come le Zone economiche speciali (Zes), il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), sulla carta degli aiuti mediante la digitalizzazione e l'abbattimento dei costi energetici, oltre a prevedere incentivi per le aziende che assumono soprattutto giovani».
Sul Pnrr l'Abruzzo giocherà buona parte del suo futuro. La Regione ha una sua strategia da perseguire?
«È operativa la task-force all'interno della Cabina di regia sul Pnrr, di cui ho personalmente il coordinamento, con l'intento di rafforzare la struttura tecnico-amministrativa regionale per programmare i fondi che arriveranno dall'Europa. Un'azione che riguarda i progetti in pancia alla Regione e quelli degli enti locali, a cui forniremo assistenza tecnica per renderli cantierabili».
Se dovesse sintetizzare l'azione del bilancio regionale in tre parole?
«Attenzione ai servizi essenziali, credibilità e affidabilità delle scelte. Pur in questa fase così delicata, va evitato qualsiasi taglio ai servizi essenziali. La sentenza della Corte costituzionale avrebbe potuto produrre una catastrofe, con il rischio di commissariamento, ma siamo sopravvissuti. Dimostriamo una credibilità e un'affidabilità che l'Abruzzo non aveva da tempo nei confronti del ministero dello Sviluppo economico (Mef) e della Corte dei conti, con cui abbiamo aperto una fitta interlocuzione. Il lavoro fatto mirava a salvare tutti i bilanci, anche delle precedenti amministrazioni, ma, soprattutto, a guardare con fiducia verso il futuro, senza lasciare debiti alle generazioni che verranno dopo di noi. Con questo piano di rientro abbiamo messo l'Abruzzo al sicuro».