Giunta, Forza Italia ha alzato il prezzo

Il partito non scioglie il rebus Di Giovanni e chiede tre assessorati

MONTESILVANO. Nelle intenzioni del sindaco avrebbe dovuto essere una questione di poche ore. Tutti attorno a un tavolo, equa assegnazione degli otto assessorati, e tutti a studiare come rimettere in sesto il Comune. Ma col passare dei giorni il filo della formazione della giunta s’è ingarbugliato, soprattutto attorno ai nodi di Forza Italia, che deve risolvere la questione Di Giovanni e adesso chiede tre assessorati.

Lillo Cordoma comincia a perdere la pazienza e vuole riordinare il puzzle entro oggi. Il centrodestra torna a incontrarsi alle 9.30: o si trova una intesa, o il sindaco potrebbe strattonare la maggioranza e decidere da solo. Ufficialmente nessuno si sbilancia. Ma i problemi esistono, ed è per questo che ieri mattina, per l’ennesima volta, l’incontro convocato presso un non precisato «studio», si è risolto nel nulla. Chi c’era racconta di una situazione di tensione determinata innanzitutto da divisioni interne a Forza Italia. Raffaele Di Giovanni insiste per l’assegnazione di un assessorato a Vittorio Gervasi, ma con il passare dei giorni i malumori dentro il partito devono essere cresciuti se venerdì si sarebbe svolta una riunione, presenti i vertici del partito e quattro consiglieri, a cui non avrebbero partecipato Cristina Di Giovanni e Francesco Maragno, rispettivamente figlia e futuro genero dell’imprenditore. Dall’incontro sarebbe emersa una decisione che rischia di rompere tutti gli equilibri interni: Di Giovanni non può pretendere niente. Se nessuno parla ufficialmente di questa riunione, di certo c’è che Di Giovanni non è soddisfatto dell’andamento delle trattative: «Sono molto amareggiato dal comportamento dei miei compagni di partito, non escludo di andare all’opposizione con miei consiglieri» minaccia. Ma una cosa tiene a precisarla: «Noi, io e la mia famiglia, non andiamo alla conquista del potere, ma della legalità. La politica per me è una passione, non un fatto di interessi».

Il coordinatore provinciale del partito Guerino Testa, che ieri sera è tornato a incontrare i suoi per decidere l’orientamento, conferma che gli assessorati saranno otto. Almeno per ora. «Può essere che al pareggio di bilancio ci siano nuove risorse per nuovi assessorati, quindi, chi fa un passo indietro adesso lo fa perché magari qualche altro partito ha un personaggio politico forte». È un messaggio all’Udc che, pur avendo due consiglieri in meno (quattro), chiede due assessorati più la presidenza del consiglio, al pari di Forza Italia, che però di consiglieri ne ha sei. Gli azzurri hanno deciso di tenersi la carica di vice sindaco, ma alzano la posta: «Due assessorati o tre, a seconda della robustezza delle deleghe. Il terzo assessorato potrebbe andare a un esterno ed essere appannaggio di Di Giovanni» spiega Testa. L’Udc, però, non ha intenzione di rinunciare a un posto in giunta, anche se Carlo Masci nega l’esistenza di problemi: «Abbiamo chiesto due assessori più la presidenza, ma non ci sono conflitti al tavolo». Resta la questione Leo Brocchi che venerdì, rivendicando la presidenza, ha sventolato l’accordo siglato a Roma con Maurizio Gasparri, Sergio De Gregorio e i maggiorenti di Forza Italia, che sarebbe stato preceduto da un patto a livello locale, presente anche Cordoma. Il sindaco, però, ieri ha smentito seccamente: «Non c’è stata alcuna riunione, e non c’è alcuna intesa». Testa però conferma l’appoggio a Brocchi: «Noi riconosciamo l’accordo e lo rispetteremo, si vedrà nei modi e nei tempi: probabilmente non subito, la presidenza Brocchi può essere successiva».

Sono certi, dunque, Carlo Tereo de Landerset e Ferdinando Di Giacomo per An, Ernesto De Vincentiis per Forza Italia, mentre resta un rebus la presenza di Cristina Di Giovanni e avanza la candidatura di Claudio Daventura (se gli assessori azzurri fossero tre). In giunta anche Valter Cozzi e Mimmo Di Giacomo per l’Udc, Corrado Carbani Libero e Antonio Domani (Dc).