furbetti o mala organizzazione?

Pescara. Raccolta rifiuti e assenteismo: «Si arriva a punte del 30%»

8 Agosto 2026

I dati di Ambiente. E i sindacati insorgono: «Colpa dei turni serrati e dei mezzi obsoleti»

PESCARA

Punte di assenteismo che salgono anche al 30 per cento, in periodi dell’anno particolarmente critici, vale a dire di maltempo e freddo intensi. Al calderone delle criticità che caratterizzano Ambiente Spa si aggiunge anche il tema delle assenze del personale che due giorni fa è finito al centro della commissione Ambiente, presieduta da Roberto Carota.

I DATI

Secondo i dati ufficiali nel 2025 c’è stato un tasso di assenteismo dell’8 per cento, a fronte di una media nazionale del settore che è del 4 per cento. Ma i picchi arrivano anche al 30 per cento. «Siamo lavoratori esposti alle intemperie 365 giorni l’anno e h24, quindi una percentuale di assenteismo è fisiologica in questo settore, ma di sicuro non è questo il problema principale di Ambiente Spa», analizza Manolo Da Silva, coordinatore delle Rsu di Ambiente Spa. «Parliamo di un lavoro più usurante di altri», ammette il presidente di Ambiente Riccardo Chiavaroli. «E in più c’è un problema di ricambio generazionale e di età media alta. Sul monitoraggio dell’assenteismo abbiamo avviato un dialogo costante con i sindacati per intervenire con iniziative di premialità per l’assiduità, e sanzionatorie per i furbetti che danneggiano non solo l’azienda e lo svolgimento del servizio, ma anche i colleghi che invece si danno da fare». Intanto per ovviare alle assenze legate anche alle ferie da smaltire, la società si è dotata di una trentina di unità interinali da maggio a ottobre.

I PROBLEMI

Ma se in sede di commissione l’assenteismo è stato considerata una delle cause che inceppano la gestione del servizio e l’organizzazione interna aziendale, a detta di Da Silva è al contrario «una conseguenza. Se nell’azienda c’è una scarsa attenzione alla metodologia di lavoro, si creano situazioni insostenibili. Il mancato turn-over di coloro che sono andati in quiescenza o si sono dimessi, i mezzi obsoleti, e i turni di lavoro che diventano sempre più serrati amplificano il problema. Le malattie che si registrano sono direttamente ricollegate alle patologie muscolo-scheletriche che denunciamo da tempo. Parliamo di un recupero psico-fisico che non si riesce a ritrovare proprio per quello che abbiamo appena descritto». Ambiente Spa conta su un organico di circa 315 persone, tra amministrativi e operativi. L’età media si aggira sui 40-50 anni, ma ci sono anche giovani sui 24 anni e 63enni prossimi alla pensione. Ed è proprio su questi ultimi che fa leva Da Silva. «Non si può pensare che una persona ormai pronta alla pensione possa ritirare i mastelli a mezzogiorno sotto il sole cocente. Serve una programmazione a monte, che purtroppo ad oggi non c’è, per questo chiediamo turni fatti meglio».

IL DIALOGO

Questa e le altre richieste sono tutte state oggetto del tavolo di confronto che si è svolto a fine luglio direttamente con il sindaco Carlo Masci e che di fatto ha avviato un dialogo per la redazione di un piano di rilancio che ha portato alla sospensione dello stato di agitazione fino al prossimo autunno. La commissione che si è svolta nei giorni scorsi e che ha aperto il tema è stata vista dai sindacati come una nota stonata nello spartito armonico che si sta seguendo da quell’incontro in poi. «È abbastanza paradossale che una Commissione convochi e senta una sola parte, cioè la datoriale, e non ritenga di ascoltare i lavoratori, per avere una chiara valutazione di insieme», afferma Massimo Di Giovanni, segretario generale Funzione pubblica in Fp-Cgil. «Non capiamo se la commissione è una commissione o è diventato un CdA parallelo di Ambiente. C’è stato un incontro istituzionale sullo stato di agitazione con il sindaco, grazie al quale abbiamo sospeso lo stato di agitazione perché quel confronto è stato interlocutorio e positivo, visto che sono stati presi degli impegni».