Giunta, la Lega insiste Ore contate per Febbo

Vertice a quattro con Marsilio e D’Eramo: il governatore alla fine accetta Lo scenario: tra due giorni l’assessore torna a fare il consigliere capogruppo
L’AQUILA. Il centrodestra ritrova l’unità sacrificando Mauro Febbo.
In 24/48 ore, l’esponente di Forza Italia sarà rimosso dalla giunta. Questo il patto siglato ieri mattina tra il presidente della giunta Marco Marsilio e il coordinatore regionale della Lega Luigi D’Eramo in un incontro durato non più di un’ora, al quale hanno preso parte anche Etel Sigismondi (coordinatore regionale di Fratelli d’Italia) e il vice di D’Eramo, Gianfranco Giuliante.
La Lega ha ribadito, durante il vertice, di non voler fare passi indietro e ha chiesto di rimuovere dall’esecutivo regionale l’assessore accusato dai salviniani di aver determinato la sconfitta ai ballottaggi di Chieti e Avezzano. Marsilio si è reso disponibile ma ha chiesto un po’ di tempo, che negli ambienti di Fratelli d’Italia significa non più di due giorni. Il governatore ha in sintesi spiegato a D’Eramo di accettare la richiesta del Carroccio ma di dover, nel frattempo, far quadrare i conti. Il principio fatto valere dalla Lega è che il centrodestra perderà anche i prossimi appuntamenti elettorali se continuerà a permettere e tollerare che singoli membri possano mettere in discussione l’unità della coalizione.
EFFETTI COLLATERALI. Se le cose andranno realmente così, Febbo tornerà a fare il consigliere regionale ma con i gradi di capogruppo e sostanzialmente con un maggior potere nelle commissioni, valendo il suo voto tre dei leghisti presenti. Il che non dispiace affatto a Febbo, che in questo modo potrà prendersi tutte le “vendette” possibili e immaginabili. La partita nuova che si apre è quella del successore di Febbo. Sarà Daniele D’Amario? Non è detto. Si fa invece il nome di Umberto D’Annuntiis. Sta di fatto che l’incontro di ieri che ha chiuso, almeno così pare, la frattura nel centrodestra, ha determinato tutto il prosieguo della giornata in consiglio regionale. A cominciare dalle commissioni, fino a quel momento bloccate e che invece sono ripartite approvando tutto l’approvabile e anche di più. Proprio D’Eramo, al termine dell’incontro, e prima di fissare per questa mattina un nuovo esecutivo leghista, ha detto ai suoi di approvare tutto e soprattutto di non dar assolutamente l’immagine di un centrodestra spaccato. E’ l’ulteriore conferma del verdetto, per ora non scritto, al termine del vertice a quattro.
LA GIORNATA. Ad aprire la giornata, però, non è la riunione tra Marsilio, Lega e Fratelli d’Italia. Il primo appuntamento in programma è la seduta congiunta di terza, quarta e quinta commissione per l’approvazione della Relazione sullo stato di conformità dell’ordinamento regionale all’ordinamento europeo. Dovrebbe essere un passaggio quasi pro forma e invece i lavori iniziano con un’ora e mezzo di ritardo. I consiglieri della Lega non si presentano all’ora stabilita perché D’Eramo ha fissato, nel frattempo, un vertice del partito. Cosa che fa infuriare i consiglieri di opposizione, soprattutto i capigruppo di Pd e Cinque Stelle, Silvio Paolucci e Sara Marcozzi. Il ritardo della Lega è ovviamente studiato: è un modo per inviare l’ennesimo messaggio a Marsilio per rivendicare il proprio peso all’interno della coalizione.
La strategia funziona perché di lì a poco si terrà l’incontro dove verrà decisa la defenestrazione di Febbo. Al termine della commissione, non a caso, il presidente, il salviniano Simone Angelosante, minimizzerà il ritardo sottolineando, nelle dichiarazioni rese alla stampa, «la compattezza con cui ha votato la maggioranza». E’ il primo segnale da cui si capisce che l’aria è cambiata e che la Lega non si metterà di traverso per il resto della giornata.
LA COMMISSIONE BILANCIO. Il secondo segnale arriva poco dopo, nella seduta della prima commissione, presieduta da un altro leghista, Vincenzo D’Incecco. All’ordine del giorno c’è un progetto di legge per il riconoscimento di una serie di debiti fuori bilancio.
All’ultimo momento viene inserito un emendamento fuori sacco con la variazione di bilancio necessaria a dare copertura finanziaria alla convenzione siglata dalla Regione con il Napoli Calcio. Le opposizioni insorgono, gridano allo scandalo e iniziano a fare ostruzionismo a suon di emendamenti (Paolucci, Pepe e Scoccia ne presenteranno oltre mille).
La stonatura, al di là delle proteste, è evidente: verrà riconosciuta più tardi in consiglio anche da Sospiri e dallo stesso D’Incecco, tanto che alla fine l’emendamento sarà ritirato e la discussione rimandata a una nuova commissione (vedi articolo sotto). Quel che importa, però, è che la Lega, mostrando di essere pronta a forzare il regolamento per approvare un provvedimento caro soprattutto a Marsilio e a Fratelli d’Italia, ha mandato un altro segnale politico agli alleati. I lavori della commissione vanno avanti quasi a oltranza: per tutto il pomeriggio è un susseguirsi di dichiarazioni indignate delle opposizioni, decise a dare battaglia anche in consiglio. Ma questa volta non succederà quello che è avvenuto solo una settimana fa. Il centrodestra si è ricompattato e il consiglio (vedi in basso) più tardi andrà in discesa.

