Giunta, Marsilio confermerà lo schema

8 Aprile 2024

A ogni partito andrà un ruolo. Ma Forza Italia e Lega potrebbero non firmare il decreto di nomina dei propri assessori

L’AQUILA. La regola è rispettata: un ruolo a tutti i partiti della coalizione applicando un criterio di priorità elettorale, con la premessa che il presidente della giunta non rientra nel conto delle posizioni da assegnare. Marco Marsilio manterrà salda la sua posizione, questo era lo schema della nuova giunta regionale e questo rimarrà. La conferma è arrivata ieri da una figura di spicco di Fratelli d’Italia fedelissima al governatore rieletto che tornerà domani a dialogare con i segretari degli altri partiti nell’incontro decisivo che precede il primo consiglio regionale di mercoledì.
Ai principali alleati andranno gli incarichi di rilievo che, rispetto alla presidenza della giunta, rappresentano una sorta di “contropotere”: la presidenza del Consiglio a Forza Italia e la vice presidenza dell’esecutivo alla Lega. E per gli altri: un assessorato alla lista civica, che ha gli stessi consiglieri della Lega, e una posizione a Noi Moderati, che ha eletto una consigliera con oltre 5mila voti.
Il disegno di Marsilio si fonda su questa base, anche se nessuno gli potrà impedire di fare come Fedriga in Friuli, Zaia in Veneto, Fontana in Lombardia, Occhiuto in Calabria oppure come è accaduto nel Lazio, dove le regole sono saltate e i presidenti ed i partiti dei presidenti hanno “cannibalizzato” alleati e posizioni.
«In Abruzzo invece Marsilio ha rispettato le richieste di tutti, seppure nei limiti di una coperta cortissima. Del resto sono stati gli altri partiti a non voler rinunciare e quindi a chiedergli incarichi per l’Aquila, che infatti ne avrà quattro su otto, lasciando scoperte altre province. E lui li accontenterà», commenta la nostra fonte che opera nei “piani alti” di Fratelli d’Italia e chiede l’anonimato. Ma garantisce che questo è il pensiero di Marsilio, e poi aggiunge: «Il primo passo non tocca a lui».
Lo schema di gioco domani sarà quindi confermato dall’allenatore. La giunta sarà composta dal presidente rieletto e dagli assessori Emanuele Imprudente (Lega) che sarà il vice di Marsilio; Mario Quaglieri, Tiziana Magnacca e Umberto D’Annuntiis di Fratelli d’Italia; Roberto Santangelo di Forza Italia e Nicoletta Verì della lista Marsilio Presidente; sottosegretaria Marianna Scoccia, presidente del Consiglio Lorenzo Sospiri e vice presidente votato dalla maggioranza, Luca De Renzis.
Una squadra non si discute, avrebbe detto Marsilio ai suoi. Avere un obiettivo chiaro è il primo passo per poter raggiungere ciò che si vuole tanto al tavolo delle trattative, ed anche fuori. A meno che, prima del vertice di domani, non scatti un altro principio della politica: l’obiettivo è ciò che si vuole realmente, il punto di caduta è quel confine oltre il quale non sei disposto ad andare perché la negoziazione non ha più alcuna utilità. Che si traduce in un doppio scambio sulle fasce: Daniele D’Amario sottosegretario, la richiesta di Forza Italia per coprire la provincia di Chieti; e Vincenzo D’Incecco vice presidente del Consiglio, i desiderata della Lega per colmare il vuoto pescarese.
Per Scoccia e De Renzis, quindi, altri ruoli, rispettivamente di segretaria del Consiglio e presidente della commissione Sanità. Questa è la voce dell’altra campana che fa sapere anche di una terza ipotesi nel caso in cui il punto di caduta non si dovesse concretizzare. L’ipotesi è quella dello “sciopero bianco” o dell’Aventino, che passerebbe attraverso i decreti di nomina non accettati dagli assessori designati di Forza Italia e Lega, costringendo Marsilio a varare una giunta-ponte, monocolore FdI, con soli tre assessori su sei, entro e non oltre il termine massimo stabilito che scadrà giovedì prossimo, 11 aprile.
Potrebbe accadere anche questo. Ma il rebus si risolverà in modo ragionevole domani sera, avrebbe assicurato il governatore ai suoi fedelissimi.