Giunta Marsilio, il rimpasto si avvicina
Rischiano di perdere le deleghe due leghisti di spicco, ma tutto slitta a dopo il voto per il Quirinale
Il rimpasto della giunta regionale ci sarà ma è rinviato a dopo l'elezione del Presidente della Repubblica. Previsto entro gennaio, slitterà di qualche settimane, in virtù della prossima designazione del Capo dello Stato da cui uscirà fuori la nuova geografia della politica nazionale, a cui si ispira quella locale. Ma è ormai certo che cambieranno gli equilibri interni alla maggioranza che guida la Regione Abruzzo e, di conseguenza, la rappresentanze nell'esecutivo.
A pesare anche il patto stretto da Forza Italia con gli ex leghisti, che hanno abbandonato il Carroccio, Angelo Simone Angelosante, attuale presidente del Gruppo misto, Antonio Di Gianvittorio e Manuele Marcovecchio, espulso dal Consiglio federale della Lega il 5 novembre scorso.
Fi e il gruppo misto di maggioranza hanno ufficializzato, all'inizio dell'anno, la nascita di una Federazione che annovera, oltre ai consiglieri già citati, anche i forzisti Mauro Febbo, ex assessore, e Lorenzo Sospiri, presidente del consiglio regionale. Il rimpasto della giunta dovrà, gioco forza, tenere conto dei cambi di casacca degli ultimi mesi con la Lega passata da 10 a 7 consiglieri, rappresentata in giunta da 4 assessori e Fi, partita con 3 consiglieri, l'assessore, Daniele D'Amario, che ha sostituito Febbo in giunta, e il presidente del consiglio regionale, Sospiri. Quattro invece i rappresentanti di Fratelli d'Italia, a cui si aggiunge la figura del presidente Marco Marsilio, che ha un peso specifico maggiore. Ma a conti fatti, la Federazione, composta dall'aggregazione di Forza Italia e del Gruppo misto, ha cinque consiglieri: una rappresentanza nutrita che si colloca al secondo posto e che quindi punta a "frenare" la cavalcata di Fratelli d'Italia e del Carroccio e a riportare in giunta l'ex assessore Febbo, sostituito il 21 ottobre del 2020. A questi potrebbe andare la delega all'agricoltura, oggi appannaggio del vice presidente della Regione, il leghista aquilano Emanuele Imprudente (questa la trattativa in corso), ma non è escluso che a Febbo possano essere restituite esattamente le deleghe precedenti, allo sviluppo economico, al turismo e alla cultura. A rischiare il posto, secondo insistenti voci di corridoio, sarebbero due nomi della Lega, entrambi personaggi di spicco della giunta. Febbo, in passato, non ha fatto mistero di voler tornare a far parte della giunta Marsilio: la trattativa per un suo reintegro va avanti dall'inizio di novembre, ma, come si diceva all’inizio, è stata "congelata" in attesa dell'esito della votazione del Presidente della Repubblica, che avrà un naturale riverbero a livello locale.

