Giunta, torna in corsa Verì E D’Amario aiuta Febbo

13 Marzo 2024

Nell’esecutivo Quaglieri, Magnacca e Gatti. Conferma per Imprudente (Lega)

L’AQUILA. La prima bozza di giunta c’è, anche se il governatore riconfermato, Marco Marsilio, si schermisce. Partiti, quote di genere e territori, sarebbero stati già incasellati. A Fratelli d’Italia, secondo questa prima ipotesi circolata ieri, andrebbero tre assessori, mentre a Forza Italia solo uno a cui però si aggiungono la presidenza del Consiglio e il posto da sottosegretario con delega in giunta.
Un solo assessorato anche alla Lega e alla lista civica Marsilio Presidente che però sfrutterebbe l’opzione dell’esterno per far rientrare nell’esecutivo Nicoletta Verì, che non è stata rieletta. Tra i partiti però già serpeggia un clima di fibrillazione legato anche al fatto che le nomine in giunta fanno automaticamente scattare il meccanismo della surroga permettendo ai primi dei non eletti di entrare o rientrare in Consiglio regionale.
I rumors sono diventati così insistenti che Marsilio, incalzato dai cronisti, ieri ha gettato anche sul fuoco. «Consiglio a tutti di fare pochi nomi perché in questo momento è giusto, come dire, far posare la polvere, ragionare serenamente». Parole del presidente riguardo al toto nomine che si sta già scatenando dopo le elezioni di domenica che gli hanno consegnato uno storico bis. Scatenare è la parola giusta.
«È normale che adesso si scatenino anche ambizioni personali, pretese dei partiti, la coperta è sempre corta», ha infine proseguito Marsilio a margine dell'inaugurazione dell'Anno accademico a Teramo, «però il tutto va gestito nella tranquillità, nel senso di responsabilità. Adesso la cosa importante che devono sapere gli abruzzesi è che andiamo avanti con il lavoro che dobbiamo fare: noi siamo già all’opera e siamo qui».
Ma una bozza c’è già e ha trovata più di una conferma. Allora partiamo dal lodo Febbo, cioè il capogruppo uscente di Forza Italia che non è rientrato in Consiglio regionale dalla porta principale. Ma per lui è in cantiere una soluzione salvagente che prevede tre mosse.
La prima ha come protagonista Daniele D’Amario, assessore uscente e rieletto in Consiglio, che accetterebbe il posto di sottosegretario, con una delega in giunta, e contestuale avvio delle procedure di surroga, attraverso la modica dello statuto, per far rientrare Mauro Febbo in Consiglio regionale. Purché, sussurra un ben informato, non vada a finire come è accaduto a Gabriele Astolfi nella legislatura appena terminata, che per cinque anni è stato lasciato in attesa e a bagnomaria.
Le altre due mosse, invece, prevedono che Lorenzo Sospiri torni a fare il presidente del Consiglio regionale, nel segno della continuità voluta da Marsilio, e che quindi Roberto Santangelo entri in giunta permettendo ad Antonietta La Porta di subentrare in Emiciclo come prima dei non eletti. E non è detto che questa soluzione gradita da Santangelo piaccia anche a Sospiri, anche se a sua volta questi, diventando assessore, darebbe la possibilità a Paolo Cilli di beneficiare della surroga e di dare visibilità a un territorio, quello di Montesilvano, dove Forza Italia ha centrato una percentuale da record.
Più facile, invece, è incastrare i tasselli di Fratelli d’Italia nella nuova giunta Marsilio perché, in questo caso, siamo di fronte a veri e propri diritti di prelazione. Come lo è quello di Mario Quaglieri, che entrerebbe in giunta permettendo a Maria Assunta Rossi di subentrargli in Consiglio; stesso discorso per Paolo Gatti, con relativa surroga per Marilena Rossi; come come lo è per Tiziana Magnacca, che a sua volta favorirebbe l’ingresso in Consiglio dell’avocato vastese Francesco Prospero.
Il mosaico del nuovo esecutivo, che vedrà la luce comunque dopo Pasqua, si completa con la Lega Salvini e la lista civica di Marsilio Presidente.
Nel primo caso, tra Emanuele Imprudente e il pescarese Vincenzo D’Incecco, non potrà che prevalere la linea di continuità con la giunta uscente, quindi si prospetta un Imprudente bis in tutti i sensi perché all’esponente del Carroccio verrebbe attribuito anche il ruolo di vicepresidente di giunta.
Ma la vera sorpresa riguarderebbe la civica di Marsilio, che ha conquistato due seggi, tanti quanti ne ha la Lega, ex partito dell’assessore uscente alla Sanità, Nicoletta Verì, che ora grazie alla lista Marsilio Presidente potrebbe tornare ad occupare lo stesso posto per i prossimi cinque anni in modo da completare i progetti della sanità in cantiere già avviati o da avviare.
Grazie all’opzione dell’assessore esterno, anche Verì può di fatto tornare in corsa, Lega permettendo, ribilanciando peraltro quegli equilibri di genere che vedono per ora le donne in netta minoranza e su cui va assolutamente posto rimedio.
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