Gizzi: influenza, terminate le dosi vendute in farmacia

18 Dicembre 2020

Il presidente nazionale di Assofarm fa il quadro nudo e crudo della situazione I vaccini a pagamento sono finiti. Ne restano 11mila gratis per bimbi e anziani

L'AQUILA . «La campagna vaccinale antinfluenzale, in Abruzzo, è finita prima ancora di cominciare, tranne che per le categorie ad alto rischio. Le farmacie sono sprovviste di vaccini, che non saranno disponibili neppure nei prossimi giorni». A parlare è Venanzio Gizzi, presidente nazionale di Assofarm.
L'Abruzzo è tra le 13 regioni italiane dove non è possibile acquistare il vaccino a pagamento in farmacia. Dove le dosi "promesse" non sono arrivate. L'indagine giornalistica del Centro ci ha portato a scoprire che il sistema della distribuzione non ha garantito la vaccinazione per tutti, almeno finora. Sono 276mila - dati reperiti da fonte Agenas - i vaccini somministrati in Abruzzo alle fasce più deboli della popolazione: bambini, anziani, malati cronici e personale sanitario. Il numero di dosi già fornite dalle aziende farmaceutiche è di 287mila. Vuol dire che ci sono ancora 11mila vaccini a disposizione. Ma in questo caso si tratta di dosi gratuite.
POCHE DOSI. A ricostruire quanto accaduto è Gizzi, l'aquilano che guida l'associazione nazionale Assofarm. «Il 14 settembre scorso, nella Conferenza Stato-Regioni», spiega, "a fronte della richiesta dei farmacisti di avere a disposizione l'8% delle dosi complessive, è stato stabilito che almeno l'1,5% dei vaccini antinfluenzali, ordinati tramite gara dalla Centrale di acquisto regionale, fosse destinato alle farmacie. Una percentuale, peraltro, bassissima». All'Italia, dalle quattro aziende produttrici a livello mondiale, sono state destinati 17 milioni e mezzo di vaccini contro gli 11 milioni degli anni precedenti. Ma le forniture, al momento, sono insufficienti. FARMACIE SPROVVISTE. L'Abruzzo è tra le regioni dove il vaccino a pagamento, in farmacia, non si trova. L'accompagnano Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia, Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta, Umbria e Veneto. «La vaccinazione», continua Gizzi, «viene effettuata solo dai medici di base e nelle strutture sanitarie della Asl, evidentemente perché non ci sono dosi a sufficienza da distribuire sul libero mercato». Le 287mila dosi arrivate finora in Abruzzo sono state somministrate ai bambini, nella fascia da sei mesi a 6 anni, agli ultra 60enni (fino allo scorso anno a beneficiare della gratuità della vaccinazione erano gli over 65), ai malati cronici, cardiopatici, diabetici, pazienti oncologici e al personale sanitario e delle forze dell'ordine.
FORNITURE DIRETTE. «Vista l'esperienza di quest'anno, dalla prossima stagione le farmacie pubbliche e private contatteranno le aziende produttrici per acquistare direttamente i vaccini», annuncia Gizzi, «anticipando, anche come tempistica, le gare regionali. Qualche dose potrebbe anche arrivare, ma al momento le farmacie sono totalmente sprovviste», ribadisce, «e chi vuole vaccinarsi non può farlo, se non rientra nelle categorie protette».
Assofarm ha anche scritto al ministro della Salute, Roberto Speranza. «Chiedendo, quando inizierà la campagna vaccinazioni anti-Covid, di essere vaccinati prioritariamente, insieme al personale sanitario, e di diventare, noi stessi, "farmacisti vaccinatori"».
«Sono stati presentati degli emendamenti, in tal senso, alla Legge di stabilità. E ci auguriamo», conclude Gizzi, «che vengano accolti». (m.p.)