Già aperti tre canali on line per dare lavoro ai rifugiati

17 Marzo 2022

Conflavoro e Confcommercio aprono piattaforme telematiche con le offerte E c’è una app europea che ha già aiutato molte famiglie scampate all’orrore

È arrivata solo qualche giorno fa in Abruzzo tramite uno di quei pullman della speranza che l’ha portata in salvo dagli orrori della guerra. Ora una donna ucraina potrebbe essere la prima rifugiata regione a trovare lavoro: nei giorni scorsi ha sostenuto un colloquio in un ristorante di Pescara. Se non ci saranno problemi di sorta, a fine mese sarà assunta e dovrà sostenere un corso di formazione.
Questa storia è solo il primo frutto della mobilitazione dell’imprenditoria abruzzese, che sta attivando e mettendo a regime canali per mettere a disposizione dei rifugiati ucraini posti di lavoro stagionali. «È per dare loro dignità, oltre che aiuto, e stimolare scambio e arricchimento culturale, fattori che avvicinano i popoli e allontanano le guerre», dice il presidente di Confcommercio Pescara Riccardo Padovano, che nei giorni scorsi aveva lanciato l’idea di creare canali per la collocazione dei profughi. Ma si stanno muovendo anche altri settori e altre sigle: anche Conflavoro, per esempio, ha attivato una piattaforma dedicata, che è utile anche per trovare alloggi. Mentre app e servizi nazionali si attivano e o si convertono per aiutare chi fugge dalla guerra.
IL CANALE DI CONFCOMMERCIO
«Come Confcommercio Pescara vogliamo dare un segnale concreto di vicinanza al popolo ucraino attraverso l’offerta di contratti stagionali presso gli stabilimenti balneari, i ristoranti e i pubblici esercizi della nostra provincia per la prossima stagione estiva», aveva detto pubblicamente Padovano nei giorni scorsi, «vogliamo mettere in campo tutto ciò che è nelle nostre possibilità, coniugando la necessità di integrazione dei profughi ucraini con le opportunità di lavoro che le nostre aziende possono offrire nel periodo estivo». Aggiunge oggi il presidente di Confcommercio Pescara: «Ci stiamo muovendo per attivare una prima formazione di base, in particolare per ciò che concerne la lingua. Nel frattempo, da lunedì partirà una ricognizione dei posti di lavoro disponibili nelle nostre attività. Questo è il momento giusto per muoversi in vista dell’estate». Mentre il canale entra in regime, Confcommercio ha però già messo a disposizione un numero di telefono per richiedere informazioni: 085.4313620.
IL CANALE DI CONFLAVORO
Già attivo a livello nazionale e quindi anche sul territorio regionale, il progetto “Conflavoro x l’Ucraina”. «Si tratta di un progetto benefico di Conflavoro con cui alberghi, strutture ricettive e imprese di ogni settore possono offrire un alloggio gratuito o un lavoro ai rifugiati in fuga dalla guerra. Al contempo, i rifugiati e le associazioni umanitarie possono chiedere aiuto sulla piattaforma», spiega il presidente di Conflavoro Pmi Chieti Ernesto D’Onofrio, «un’iniziativa subito supportata in pieno dalla Comunità di Sant’Egidio, che a nostra volta sosteniamo nella raccolta fondi».
La piattaforma è raggiungibile tramite il sito web ucraina.conflavoro.it. «Siamo già inondati di offerte e richieste», spiega D’Onofrio. Nel sito è infatti presente un contatore in continuo aggiornamento: ieri pomeriggio segnalava 47 offerte di lavoro e 71 posti letto disponibili.
APP E SERVIZI EUROPEI
Ma sono tante le associazioni e le imprese che si stanno adoperando per realizzare canali di aiuto per gli ucraini, sia per trovare un impiego che un alloggio. C’è per esempio la piattaforma europea EU4UA, nata solo pochi giorni fa dagli sviluppatori del servizio per trovare lavoro Jobgether, che avrebbe aiutato migliaia di famiglie ucraine già nelle prime ore dalla sua attivazione. La piattaforma è raggiungibile accedendo anche in Italia trmite il sito web it.eu4ua.org. «Milioni di ucraini, principalmente donne sole con bambini, hanno lasciato le zone di conflitto per arrivare in Europa, ma nelle prossime settimane potrebbero arrivare a 5 milioni», dicono gli sviluppatori di EU4UA, che hanno unito l’impegno nell’aiutare i profughi a trovare lavoro a quello per trovare un alloggio, «di fronte a questa tragedia, milioni di famiglie europee hanno espresso la loro solidarietà e la volontà di aiutare. In assenza di soluzioni accessibili e efficienti, però, chi cerca una sistemazione ha difficoltà ad incontrare chi è disponibile ad offrirla. Abbiamo subito compreso che Jobgether, start up specializzata nell’incrocio di domanda e offerta nel mondo del lavoro internazionale, avrebbe potuto essere utilizzata per ricercare un alloggio per chi era costretto a fuggire dall'Ucraina».