Gli abitanti: c’è il rischio di un’altra esondazione

6 Dicembre 2015

PESCARA. «Il 2 dicembre del 2013, quando ci siamo svegliati, abbiamo visto che l’acqua arrivava quasi al primo piano del nostro condominio: le nostre macchine, parcheggiate in cortile o nei garage...

PESCARA. «Il 2 dicembre del 2013, quando ci siamo svegliati, abbiamo visto che l’acqua arrivava quasi al primo piano del nostro condominio: le nostre macchine, parcheggiate in cortile o nei garage del seminterrato, sono state sommerse. Abbiamo buttato 22 auto e una decina di scooter». Sono passati due anni dall’esondazione di Fosso Grande ed Emilio Di Loreto, residente in via del Circuito, ricorda tutto come se fosse ieri: «Abbiamo fatto anche una perizia giurata costata 250 euro ma nessuno ci ha rimborsato i danni. Neanche quelli subiti dal palazzo con l’ascensore rotto, i quadri elettrici da rifare, l’autoclave fuori uso. I soldi? Non li riavremo mai. E il guaio», dice, «è che abbiamo ancora paura: alla prima pioggia dobbiamo spostare le macchine perché potrebbe succedere ancora: la pulizia fatta non basta. È necessario allargare il canale perché il problema è ancora lì. Quella notte, ci hanno detto i tecnici, c’era una portata di 12 metri cubi l’ora mentre il canale, all’altezza di via Abruzzo e via Nuoro, ne può sopportare appena 8».

Gianfranco Del Gallo, anche lui abitante di via del Circuito, ha imparato a usare un’asse di legno: «Quando piove la metto davanti alla porta per limitare i danni. Nel 2013, sono stato sfortunato: l’acqua e il fango hanno sommerso solo uno stanzino. A mia zia è andata peggio: un metro di melma in casa».

«Ho periziato i danni subiti da un’officina meccanica: quasi 90 mila euro tra attrezzature, locali e vetture», racconta il geometra Roberto Bertuzzi, «l’esondazione è stata provocata dall’abbandono e dalla restrizione del fosso. Ora, il titolare ha avviato una causa civile». E non è l’unico tra i residenti a essersi affidato alla giustizia civile.

Mario Di Persio, amministratore di un condominio in via Abruzzo, a Villa Raspa di Spoltore: «È dal 2004 che segnalo i problemi ma non risponde quasi nessuno. Adesso, anche il paracarro sta per cadere per canale». (p.l.)

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