Gli albergatori: Bandiera Blu, serve un patto per conquistarla

9 Novembre 2022

Renisi raccoglie la sfida del Comune e rilancia l’appello: «È ora di dare una scossa al turismo» La proposta all’amministrazione De Martinis: «Certificazione importante, ma servono sostegni»

MONTESILVANO. «È ora che anche Montesilvano ottenga la Bandiera Blu». Non ha dubbi Daniela Renisi, presidente di Federalberghi Pescara: anche Montesilvano può e deve puntare ad ottenere il riconoscimento istituito nel 1987 dalla Fee, la Fondazione per l’educazione ambientale. Per assegnare il vessillo, una giuria nazionale prende in considerazione 32 criteri di valutazione, suddivisi in 12 sezioni, tra cui la spiaggia, la gestione dei rifiuti, l’educazione ambientale, le iniziative ambientali, e poi il turismo, gli stabilimenti e ovviamente la qualità delle acque di balneazione. Per quest’ultimo punto è necessario che la località abbia registrato acque eccellenti nella stagione precedente. Requisito già centrato da Montesilvano. Ci sono poi tutti gli altri punti, relativi alla gestione sostenibile del territorio ed è proprio qui che diventa importante nel percorso il coinvolgimento delle strutture turistiche e delle scuole.
Il prossimo 18 novembre scadrà il termine per la prima candidatura e poi a dicembre l’ente dovrà fornire ulteriori documenti per proseguire nella corsa verso la Bandiera Blu. Venerdì il sindaco Ottavio De Martinis, l’assessore al Turismo Deborah Comardi, il presidente della commissione Turismo, Adriano Tocco e l’assessore regionale al Turismo, Daniele D’Amario incontreranno gli albergatori e i rappresentanti di categoria del mondo balneare.
«Il risultato della Bandiera Blu deve essere portato a casa in sinergia», afferma Renisi. «Questo riconoscimento è molto importante per i turisti nella fase decisionale su quale località scegliere per le proprie vacanze e quindi diventa essenziale poter sfoderare questo bollino per competere con le altre località».
L’amministrazione chiederà al settore turistico di impegnarsi a fare la propria parte per ottenere il vessillo, assumendo comportamenti virtuosi in chiave di sostenibilità e puntando ad ottenere certificazioni Green. «La certificazione è quel qualcosa in più che va a creare quella base per lavorare sulla sostenibilità e che rappresenta anche un valore aggiunto nella brand reputation di una destinazione, perché qualifica sempre di più l’offerta», conferma Renisi. «Ma è vero pure che queste certificazioni spesso sono molto costose sia per acquisirle che per mantenerle. Bisognerebbe studiare delle formule, prevedendo ad esempio un sistema di incentivi per quelle strutture che prendono le certificazioni».
Secondo la presidente di Federalberhi, in termini di sostenibilità le strutture ricettive di Montesilvano sono già a una buona base di partenza: «Facciamo la raccolta differenziata da almeno 4-5 anni e questo è già un punto a nostro favore. Stiamo cercando di abbattere l’utilizzo della plastica, installando all’interno degli alberghi colonnine per l’erogazione dell’acqua e regalando le borracce ai clienti. Nell’ottica di un risparmio energetico, proviamo a sensibilizzare gli ospiti a ridurre i consumi. Come Federalberghi abbiamo distribuito ai villeggianti delle linee guida per sprecare e inquinare meno. Sono consigli su piccoli accorgimenti, ma se pensiamo che a Montesilvano registriamo 500mila presenze l’anno, far risparmiare anche solo un litro di acqua per ciascuno, può fare la differenza».
La sensibilizzazione nelle strutture alberghiere coinvolge anche i più piccoli, sotto forma di gioco: «Questa estate abbiamo consegnato ai bambini dei raccoglitori per cartacce e materiale plastico, donando a chi partecipava un gelato o una pizzetta. I bimbi, divertendosi, capiscono l’importanza di mantenere pulito l’ambiente». Lo stesso vale anche per gli stabilimenti balneari, dove si punta a sensibilizzare i clienti: «È un punto d’inizio», dice ancora Renisi, «ma bisogna lavorare tanto per eradicare abitudini che non sono sane».
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