Gli alberghi: la speranza è Pasqua

Renisi: «Febbraio e marzo già compromessi: ora i turisti preferiscono l’estero»
PESCARA. «I mesi di febbraio e marzo sono ormai bruciati. Di solito è un periodo caratterizzato dal turismo congressuale e sportivo, ma molte prenotazioni sono state disdette. La primavera è quasi del tutto compromessa, l’unica speranza per gli alberghi è la Pasqua, che quest’anno arriva ad aprile inoltrato (il 17, ndr) e potrebbe guidare la ripartenza nel nostro settore». Daniela Renisi, presidente di Federalberghi Pescara, lancia un grido di allarme restituendo un quadro preoccupante della situazione negli hotel, anche in vista della prossima estate: «Solitamente, a gennaio e febbraio si programmano le vacanze estive, ma il problema è che nel nostro settore ormai lavoriamo solo due-tre mesi all’anno. In più, sappiamo che i turisti (anche italiani) preferiscono andare in vacanza all’estero. Ci sono tantissime richieste per la Spagna, per la Grecia e per la Croazia, perché da noi ci sono ancora troppe restrizioni anti Covid». Per alloggiare in un albergo italiano, ora, serve il super Green pass, cioè bisogna essere guariti dal Covid da meno di sei mesi o aver ricevuto almeno due dosi di vaccino. Leggermente diverse sono le regole per chi arriva dall’estero: gli stranieri che hanno un certificato di guarigione o di vaccinazione (anche con vaccini non autorizzati in Italia), entrambe avvenute da più di sei mesi, possono entrare in un albergo anche esibendo il risultato negativo di un tampone molecolare o antigenico. «Una disparità che non aiuta», sottolinea Renisi, «ci auguriamo che i mesi estivi e l’autunno ci consentano di recuperare le perdite invernali. Tra l’altro, è vero che le strutture alberghiere per natura sono piene di clienti che arrivano da posti diversissimi, ma è anche vero che sono contesti super controllati». Il problema più grosso, secondo Renisi, è l’atmosfera di generale preoccupazione e sfiducia che si respira, per cui i turisti preferiscono andare all’estero piuttosto che fare le vacanze in Italia: «Chi ne ha la possibilità», spiega la presidente di Federalberghi, «preferisce andare in vacanza molto lontano, alle Maldive o alle Seychelles. Pure perché, quando si fa un viaggio, la gente vorrebbe svagarsi e non convivere con tutte queste restrizioni. È stata creata un’impalcatura di regole che non incentiva a venire in vacanza in Italia. Spero che ad aprile la situazione possa sbloccarsi e consentirci di tornare a vedere la luce». (d.b.)

