Gli alunni della Di Blasio premiati a Roma

Medaglia d’oro in un concorso nazionale per il progetto della scuola sul Guerriero di Capestrano
MONTESILVANO. L’istituto comprensivo Delfico di Montesilvano ha vinto la medaglia d'oro al concorso nazionale “Le scuole adottano i monumenti della nostra Italia”indetto dalla fondazione Napoli Novantanove, con Miur e Mibact. Il 28 ottobre premiazione al Campidoglio insieme a genitori e alunni.
Il Delfico ha vinto la medaglia d'oro battendo la concorrenza di 700 istituti che hanno partecipato da 700 Comuni. Il concorso è nato per invitare le scuole di ogni ordine e grado a scegliere un monumento del proprio territorio da studiare e valorizzare. Affermazione di grande prestigio per l’Abruzzo, nella sezione scuole primarie, dove la "Fanny Di Blasio" (inclusa nel Delfico) si è distinta per un innovativo lavoro dedicato al Guerriero di Capestrano, statua italica emblema dell'Abruzzo custodita al museo archeologico di Villa Frigerj, a Chieti.
Il lavoro ha coinvolto le classi V A e V F con le insegnanti Maria Laura Pretaroli, Angela Petricca, Emanuela Valentino e Claudia Acciavatti. Il maestro Vincenzo D'Alfonso ha composto la poesia "Il Guerriero di Capestrano": la lettura dei versi ha suscitato forti emozioni ed evocato ricordi di un tempo passato. Durante la ricerca delle fonti è stata letta la storia a fumetti di Roberto Melchiorre tratta dal libro "C'era una volta un Re".
Gli alunni si sono divertiti a drammatizzare il racconto e da qui è nata l'idea di progettare un laboratorio grafico-pittorico per ricostruire la storia del guerriero italico. Dopo l'uscita didattica al museo archeologico di Chieti, i ragazzi hanno realizzato un laboratorio dal titolo "Armi e ornamenti dei guerrieri e delle donne italiche". Hanno riprodotto su fogli di rame particolari degli ornamenti del Guerriero e delle donne italiche, fino a creare nelle aule degli accurato "Guerrierini" in terracotta.
spiega la referente del progetto, l'insegnante Maria Laura Pretaroli: «Riscoprire e comprendere il valore culturale del passato», spiega la referente del progetto, Maria Laura Pretaroli, «attraverso questa esperienza, ha acquisito un significato importante per i nostri bambini che vivono spesso una situazione di crescente mobilità e di sradicamento dal proprio luogo d'origine e maturano, spesso, un sentimento di estraneità nei confronti del luogo di accoglienza».

