Gli amici: Roberto era deluso e sofferente

La preoccupazione dei commercianti di viale Bovio: «È un uomo generoso, educato e affabile»
PESCARA. Roberto che gira in città col borsone scuro in spalla e l’abbigliamento sportivo addosso, come la notte in cui si è scomparso nel nulla a Pineto, 5 giorni fa. Roberto che si allena con i pesi nella palestra dell’amico Pietro in viale Bovio dove, anni fa, faceva il personal trainer per hobby e per passione.
Roberto, laureato in Lettere e Filosofia, che dice ad amici e conoscenti di essere un «educatore», attivo nelle scuole della provincia. Roberto, persona di «altissimo spessore culturale, schivo, riservato, gentile, generoso», come lo descrive chi lo conosce, che ama gli animali ma che agli amici appare «deluso dalla quotidianità».
Sono le mille vite di Roberto Sciarra, 42 anni, pescarese residente in via Donatello, scomparso a Pineto, dove si trovava con la famiglia per le festività pasquali, nella notte tra venerdì e sabato scorsi.
Una telecamera, posizionata sui muri di una abitazione vicina alla dimora di famiglia, a pochi metri dal mare, tra via Roma e via Colombo, ha catturato le immagini del giovane mentre attraversa quelle stradine silenziose all’una e 20 di notte, diretto verso la spiaggia nel tratto tra i lidi La Conchiglia azzurra e I due fratelli.
Addosso una tuta da ginnastica grigia e l’immancabile borsone scuro.
Così lo ricorda anche Pietro Pomponio, 67 anni, titolare della palestra Golden Gym fondata nel 1983 con il balneatore Luciano Papa, scomparso di recente: «Sempre sportivo e allenato», racconta Pomponio, «fino a due anni fa, qui da noi è stato anche personal trainer e anche istruttore. Poi non l’ho più visto. Circa otto mesi fa l’ho incrociato per caso in un supermercato della Nazionale. Mi disse di essere appena tornato dalla California, Usa. Parlammo delle nostre passioni e insoddisfazioni. Mi sembrò deluso dalla quotidianità, lui, ragazzo sensibile con un grande senso dell’ironia e una forte spiritualità interiore. So che è laureato in Lettere e Filosofia, una cultura immensa con un carattere anche sognatore. Credo cercasse una strada diversa in un mondo migliore. Amante degli animali, in casa aveva un canarino. Sono preoccupato per la sua sorte, ma voglio essere positivo» conclude Pomponio.
Pietro, Enzo e Manuele Sborlini, tre generazioni di barbieri (originari di Torre de’ Passeri), lo ricevono spesso nel barber shop di viale Bovio stracolmo di foto d’epoca, a due passi da casa: «È sempre educato, gentile e affabile», dicono in coro gli Sborlini che sono rispettivamente padre, nonno e figlio, «oltre al fatto che è un bel ragazzo dal fisico scultoreo. L’ultima volta lo abbiamo visto un mese e mezzo fa, ci è apparso sofferente».
Domenico, il barista del Caffè Universal sotto casa, lo descrive come un «uomo molto generoso, ogni tanto scende a prendere un caffè, è una bravissima persona».
Lo stesso pensiero di Giovanni, un cliente del bar di viale Bovio, che ben conosce Sciarra da anni: «Ha una sensibilità straordinaria ed è un uomo di grande spessore culturale, è molto legato ai suoi genitori» Ezio, docente universitario in pensione e Luciana Conversano. Miria Orioli gestisce il centro sportivo Il Gabbiano Rosso, in piazza Ovidio, a Porta Nuova. La signora riferisce di non vedere Roberto Sciarra da «almeno cinque anni». Ma quando il body builder si allenava nella sua palestra, raccontava di essere «un educatore impegnato nelle scuole della provincia».
Intanto a Pineto, lo scomparso si cerca anche attraverso volantini e foto, che stanno spuntando su muri e pali.

