Gli amici sotto choc: gli volevano bene tutti
La testimonianza di chi c’era: «Procedevamo quasi a passo d’uomo, è stata una fatalità incredibile»
PENNE. Tristezza, sgomento e un doloroso nodo in gola. All’ospedale San Massimo di Penne è letteralmente sceso il gelo quando ieri, nel primo pomeriggio, si è saputo del fatale incidente in moto nel quale ha perso la vita l’infermiere Angelo Petrucci.
«Una persona mite, umile. Un ragazzo perbene», dice Leo De Bonis, infermiere del pronto soccorso dell’ospedale San Massimo di Penne. Il 43enne era andato in montagna per passare una giornata diversa con gli amici e colleghi di lavoro, ma questa volta il destino gli ha voltato le spalle. Era diventata una piacevole tradizione, quella di andare in moto in montagna con i colleghi. «In questo raduno ci sarei dovuto essere anch’io. Non era il primo. C’è chi andava su in moto e chi in scooter. È stata una tragedia per tutti noi», dice ancora l’amico-collega De Bonis. Petrucci era uno stimato infermiere dell’Afo Chirurgica del San Massimo e da giugno 2018 era sposato con Serena Di Monte, anche lei infermiera dell’ospedale pennese, ma nel reparto di Medicina. «Eravamo una quindicina, tutti infermieri e operatori del San Massimo, e dopo un giro a Rocca Calascio avevamo deciso di pranzare tutti insieme in uno dei due rifugi in zona Vetica», racconta Gabriele Pasqualone, infermiere del reparto di Medicina del San Massimo. «Angelo all’improvviso ha perso il controllo della moto, forse a causa di un po’ di brecciolina a terra, e ha colpito il guardrail in legno. Andavamo davvero quasi a passo d’uomo. È stata una fatalità incredibile. Abbiamo provato con tutte le nostre forze la respirazione bocca a bocca e l’elisoccorso è arrivato velocemente, ma non c’è stato nulla da fare. È stata una tragedia. Siamo distrutti dal dolore. Tutti noi operatori siamo vicini alla sua famiglia in questo momento di grande dolore», racconta ancora Pasqualone.
Quella vissuta ieri da operatori e infermieri del San Massimo è stata una giornata da incubo. Oltre che per la perdita dell’amico e collega Angelo, il pensiero va anche alla sua cara moglie, Serena Di Monte, incinta di soli tre mesi.
«Era un mio caro amico da tanti anni e siamo stati colleghi per quasi 10 anni», racconta la presidente della Croce Rossa di Penne, Stefania Altigondo, Oss nel reparto di Medicina del presidio ospedaliero pennese. «Angelo era una persona semplice, onesta, altruista e sempre pronta ad aiutare chiunque. Portava il buonumore attorno a lui. Una persona squisitamente allegra e sempre con la battuta pronta. Sapeva farsi volere bene da tutti. Non lo dico tanto per dire, ma lui era davvero così».
Anche l’ex direttore sanitario del San Massimo, Rossano Di Luzio, ha appreso con assoluta tristezza della morte improvvisa di Petrucci. «Sono molto addolorato per la perdita. Un bravo professionista che univa alle doti professionali una grande umanità e una grande disponibilità. In questi ultimi mesi, come tutti a Penne, aveva lavorato affrontando l'emergenza Covid con grande spirito di sacrificio. Il mio commosso abbraccio alla comunità ospedaliera e alla sua famiglia». Tutta Penne ieri ha pianto la prematura e improvvisa morte di Petrucci. Un bravo infermiere e soprattutto una brava persona.

