Gli “angeli” del soccorso vigilano sulle spiagge libere

28 Luglio 2016

Un gruppo di bagnini provvede a sorvegliare le aree dove i servizi sono carenti

PESCARA. In aumento i turisti stranieri sulle spiagge libere del litorale pescarese, tra i confini di Montesilvano e Francavilla. Provengono dai Paesi dell'Est, prevalentemente romeni, ma ci sono anche norvegesi, tedeschi, turchi, svedesi, inglesi e francesi.

Accanto ai bagnanti stranieri, ci sono gli stranieri dei bivacchi. Persone sole che dormono sulle panchine o su ritagli di sabbia, famiglie di disperati che si accalcano dovunque ci sia un posto al riparo, lontano da occhi indiscreti, come accade tra la Lampara e la foce nella zona della Madonnina , a ridosso dei trabocchi, dove una rete di protezione bucata diventa una abitazione a cielo aperto.

I bagnini della Compagnia del mare chiedono «maggiore vigilanza perché la gente vuole sentirsi al sicuro di questi tempi», soprattutto sulle strisce di territorio non custodite dagli stabilimenti balneari, ma controllate a vista insieme alle colleghe bagnine della Società di salvamento, grazie ad una convenzione con la cooperativa Blue Line che gestisce i chioschi di cinque delle sei spiagge libere tra la Lampara e Ombretta, ad eccezione della free zone Nave di Cascella, dove non esistono punti ristoro e dove operano i lifeguard Luigi Arena e Fabrizio Capricci.

«Il calo dei turisti è evidente», commenta Arena, «sono in aumento i bagnanti dei Paesi dell'Est, per lo più badanti romene, ma ci sono anche norvegesi, svedesi e turchi che ci chiedono informazioni su servizi vari come se fossimo agenzie turistiche. Poi c'è il peggio: gente ubriaca, che chiede l'elemosina per strada , che si tuffa in acqua e si fa il bagno con shampoo e sapone. Forse le spiagge dovrebbero essere maggiormente pattugliate dalle forze dell'ordine, il nostro compito è occuparci della sicurezza in mare, ciascuno di noi controlla 150 metri di spiaggia, il livello di allerta è massimo e non possiamo concederci alcuna distrazione. Finora abbiamo all'attivo due soccorsi, tra cui una bimba non italiana di 4 anni ripresa a volo da un annegamento».

Nessun salvataggio a rischio vita per Roberta Conforte, pescarese, 24 anni compiuti il 23 luglio scorso, accerchiata dalle amiche Ludovica e Roberta che la festeggiano sulla spiaggia tra Marechiaro e La Paranza. Studentessa di Lettere a Chieti e futura insegnante di storia dell'arte, ha il brevetto di baywatch da sette anni ma «per fortuna non ho mai visto morire nessuno».

La passione per la “divisa” da bagnino esplode all'età di 15 anni con il primo salvataggio: «Il fidanzato di mia sorella Claudia, punto da una medusa», ricorda ridendo. Ha nove tatuaggi disegnati sul corpo, da grande vuole fare la sessuologa, ma intanto si paga gli studi di psicologia Chiara Ballone, 23 anni, sulla torre di vedetta tra gli stabilimenti Oriente e Gilda, specializzata nei salvataggi in piscina.

Per arrotondare, infatti, viene spesso chiamata a presenziare durante le feste e i party che si tengono a bordo piscina. La spiaggia libera della Nave di Cascella, dove sabato scorso i microfoni di una competizione sportiva spaccavano i timpani, è la peggiore in assoluto in termini di carenza di servizi. Ci sono tre secchi della spazzatura, anche differenziata, e due bagni chimici, perennemente sporchi. E' tutto. E siamo nel centro della città. Marco Catani, pescarese, e Roberta Cipriani di Avezzano, entrambi praticanti forensi, denunciano le manchevolezze del tratto di spiaggia: «Ci vorrebbe un gazebo anche solo per la vendita delle bibite, una doccia. Quanto ai wc, andiamo negli stabilimenti qui accanto, per carità i bagni chimici no. Poi, non sarebbe male un campetto di beach volley e più secchi della spazzatura, non si può attraversare tutta la spiaggia per buttare un pezzo di carta».

Se le spiagge libere sono semivuote (ma quelle dei lidi non se la passano meglio), la ragione potrebbe essere anche l'inquinamento del mare? Assolutamente no, per Marcello Orsini e Angela D'Alfonso di Villanova di Cepagatti: «Veniamo qui da una decina d'anni e non abbiamo mai visto il mare così pulito», dicono mentre si godono il sole sulla grande spiaggia della Madonnina (dove non ci sono divieti di balneazione) “affollata”, in un giorno festivo, da non più di 40 persone.

Decine di metri più in là, al comando del chiosco della Blue Line, c'è Enrico Di Biagio, 22 anni, di Martinsicuro, studente di Lingue alla d'Annunzio, che, a mezzogiorno passato, lamenta: «Da stamattina sono venute al bar non più di dieci persone, si lavora pochissimo. Io ho scelto questo impegno stagionale anche per fare pratica con le lingue straniere, ma al momento si vedono solo romeni».

Gli inglesi preferiscono la spiaggetta del Fosso Vallelunga. Al chioschetto chiedono la consumazione in madrelingua, ma non comprendono la richiesta del pagamento in italiano da parte della barista Veronica Tiberio di Pescara. A parte la fontanella rotta e i wc chiusi fino all'apertura del bar in tarda mattinata, «l'acqua del mare intorno al fosso è pulita, mio figlio Leon fa il bagno senza problemi», afferma Enza Romanazzi di Pescara.

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